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Pescara, 26/04/2026
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14/09/2009
Il Centro
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«Case, il 18 i primi elenchi». Il prefetto Gabrielli: aquilani, adesso tocca a voi |
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Sulle ditte colluse «Non avranno neppure un centesimo» Su disabili e anziani «Criteri rigorosi non li abbandoneremo» L'AQUILA. «Non un centesimo alle imprese colluse. E il 18 settembre partiamo con le prime chiamate ai cittadini che dovranno entrare nelle nuove case. Il primo gruppo sarà di duemila persone». Il prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli, ex capo del Sisde, il servizio segreto civile, e ora vicario della struttura commissariale per la ricostruzione, trascorre l'ennesima domenica al lavoro dal 7 aprile, quando ha assunto il nuovo incarico all'Aquila. «La città ce la farà a risorgere», dice. «Ma adesso, a emergenza passata, tocca anche a chi abita all'Aquila che deve avere fiducia nelle istituzioni ma anche in se stesso. Gli strumenti ci sono tutti». I PRIMI ELENCHI. «Stiamo stringendo i tempi per le assegnazioni», spiega il prefetto, a margine della festa regionale delle famiglie. «Inutile stare a recriminare sui numeri delle case antisismiche, se tornano o meno. Il primo problema da risolvere è quello di dare una casa a tutti quelli che non ce l'hanno. Non ci saranno sorteggi: lo escludo nella maniera più assoluta. Saremo estremamente rigorosi. L'assegnazione avverrà in base ai criteri che saranno contenuti nell'ordinanza che si trova alla firma del presidente del Consiglio. I criteri? Si terrà conto delle indicazioni che sono state fornite dai cittadini anche se non sarà possibile accontentare la prima scelta di tutti, ma anche della territorialità, delle condizioni di disagio, delle disabilità. Nessuno verrà dimenticato. Il primo elenco che uscirà sarà comunque provvisorio. Infatti seguirà un'attenta verifica, indispensabile per valutare la sussistenza di tutte le condizioni. Ci vorrà del tempo, è vero, ma procederemo a scaglioni senza tralasciare nulla. Il provvedimento degli ingressi nelle case e nei moduli abitativi provvisori sarà firmato dal sindaco. Stiamo accelerando al massimo i tempi per arrivare il prima possibile a definire gli elenchi». «NO DITTE COLLUSE». Contro le infiltrazioni mafiose nei lavori del post-terremoto la «guardia è alta» in una situazione che, per le organizzazioni criminali, può essere «estremamente favorevole». Per il prefetto, dopo la revoca del certificato antimafia a due ditte, la «Fontana costruzioni» di San Cipriano d'Aversa e la «Di Marco srl» di Carsoli la situazione non è tuttavia allarmante. «L'importante», aggiunge, «non è che un'azienda risultata poi collusa partecipi a una gara: la cosa più importante è che nessun centesimo vada a un imprenditore colluso. In alcune dichiarazioni che una certa stampa ha riferito sul mio comportamento mi si è tratteggiato quasi come una bella addormentata nel bosco, nel senso che mi sarei reso conto a un certo punto, risvegliandomi da un torpore, che c'era qualche cosa. Rispetto a questi signori rivendico una storia professionale che forse anche per una forma di rispetto dovrebbe essere in qualche modo tenuta in considerazione nel momento in cui si esprimono alcuni giudizi. I controlli sono continui e partono dalle banche dati fino agli accessi nei cantieri per vedere chi realmente ci lavora perché un conto è la documentazione prodotta e un conto sono i soggetti che effettivamente operano». L'APPELLO. «Nessuno può amare L'Aquila come gli aquilani e mi auguro che gli aquilani quanto prima prendano coscienza che l'emergenza è finita, che lo straordinario sforzo della Protezione civile è al termine e che devono prendere loro in mano la situazione», prosegue Gabrielli. «Questo percorso, per certi aspetti più complicato e difficile, deve portare i cittadini a riappropriarsi del proprio territorio. Si è fatto uno straordinario lavoro che è nella natura delle cose e che è previsto dalla legge, su un terremoto che ha distrutto patrimonio artistico e abitativo e che ha sconquassato anche un tessuto sociale. Ma a fine anno la Protezione civile lascerà il campo e gli aquilani farebbero bene a scaldarsi per essere pronti a riceve il testimone al top della condizione fisica, usando un'espressione calcistica. Saranno loro gli artefici del loro destino e non potranno recriminare nulla. Le attività produttive e l'economia, il tessuto economico di questo territorio, purtroppo, era segnato prima del terremoto. È indubbio che la gente potrà anche ritornare nelle case, ma se tornandoci non avrà un lavoro, la situazione sarà estremamente complicata. E poi c'è l'aspetto più importante, quello identitario: il terremoto può produrre un danno ulteriore sulla identità di questa comunità. Queste due partite, per certi aspetti, saranno forse più complicate di quelle di poter realizzare in tempi relativamente brevi una soluzione abitativa per tutti. E in tal senso, credo che se, ad esempio, sul versante delle attività
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