PESCARA - Come se la cavano le province abruzzesi in tema di sviluppo e benessere? In quanto a ?libertà economica', cioè iniziativa privata e dinamicità l'Abruzzo con un voto di 75,8 conquista l'ottava posizione tra le regioni. Una collocazione medio alta, appena dopo la Toscana e prima di Lombardia, Piemonte, Lazio e Liguria. Insomma è decisamente promossa nella classifica nazionale guidata da Trentino ed Emilia Romagna. Lo rivela una ricerca condotta dal Centro Studi Sintesi di Venezia, agli inizi dell'anno. Indagine che supera le tradizionali valutazioni sulla base del Pil allo scopo di offrire una lettura a 360 gradi del sistema economico. La metodologia adottata dal centro studi si ispira a quella utilizzata dalla fondazione statunitense Heritage nel suo annuale rapporto sulla libertà economica in tutti i Paesi del mondo (Index of Economic Freedom). L'indice di libertà economica è infatti il risultato di un intreccio di 37 indicatori di varia natura raggruppati in sei macrotematiche: economia, lavoro, contesto sociale, finanza, fisco e finanza pubblica. «Quanto più un territorio fornisce dei segnali di dinamicità - spiegano i ricercatori -, tanto più si concretizza l'iniziativa privata, assegnando quindi l'attributo di area economicamente ?libera'».
La provincia più dinamica risulta L'Aquila, al 38° posto nella graduatoria provinciale, con un voto di 75,8. Al 45° troviamo Teramo con 74,8. Quattro posizioni più in basso c'è il capoluogo adriatico con 72,7 e al 51° Chieti con un voto di 72,2. Valutazioni che fanno ben sperare se consideriamo la media nazionale di 58,7. «Un sistema finanziario più o meno efficiente, un mercato del lavoro dinamico o statico, un contesto sociale favorevole o costrittivo - sottolineano i ricercatori - sono solo alcuni dei fattori che concorrono alla mappatura delle dinamiche produttive. Sarà interessante verificare come e se la crisi in corso possa intaccare tali modelli di sviluppo economico, considerando che le aree più esposte alla crisi sono tendenzialmente quelle più libere dal punto di vista economico».