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Pescara, 26/04/2026
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Data: 15/09/2009
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
Notte bianca. Autisti ammutinati, Amt in tilt. Rifiutato lo straordinario per l'evento: «Ma l'azienda sapeva». L'attesa e la protesta alle fermate

LA PREMESSA, doverosa, è che la notte bianca è un evento da ripetere. Sabato la città ha vissuto un'altra esperienza coinvolgente e positiva. Giovani e anziani hanno dimostrato che ci si può divertire nel rispetto delle regole. È stato un bell'esempio di civiltà. L'amaro in bocca, per una volta, non lo causano i cocci di bottiglia rimasti per terra o gli episodi di vandalismo o di violenza tra ubriachi che non ci sono stati, ma la protesta degli autisti dell'Amt che hanno lasciato a piedi, a sorpresa, migliaia di genovesi che avevano deciso di prendere il bus per raggiungere il centro della città. Gli autisti si sono rifiutati di proseguire il lavoro in straordinario, provocando lunghe attese alle fermate nel pieno della notte. Anche qui è doverosa una osservazione. In discussione non c'è il diritto dei lavoratori di manifestare il proprio dissenso contro l'azienda e l'amministrazione comunale, ma l'incapacità di gestire la protesta, evitando che a soffrirne le conseguenzenonfosselacontroparte,mai cittadiniutenti. Adesso che la frittata è fatta assistiamo al balletto di responsabilità. I sindacati, esasperati da tempo per l'insufficiente attenzione che la politica riserva al tema del trasporto pubblico, sostengono di aver informato Amt che molti autisti avrebbero concluso il servizio alla fine del turno, senza fare straordinario. Amt, invece, ammette parzialmente le proprie responsabilità, spiegando di essere stata informata, ma tardi. Resta il fatto che non si capisce per quale motivo l'azienda non abbia dato una tempestiva informazione. Ieri, al contrario, Amt non ha escluso nuovi possibili e pesanti disagi a partire da oggi, con il ritorno all'orario invernale e la riapertura delle scuole. Per questo va anche sottolineata l'assenza dell'amministrazione comunale che avrebbe dovuto vigilare con più attenzione, vista la tensione che negli ultimi mesi sta caratterizzando le relazioni sindacali. Quello che ci attende, lo si sapeva, è un autunno caldo. Ma adesso il rischio è che la situazione degeneri e si torni agli scioperi selvaggi di fine 2003, che misero in ginocchio la città. Perché questo non accada, occorre che la politica riporti il tema del trasporto pubblico in cima alla propria agenda.

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