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Data: 15/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Santoro: il Cavaliere agisce nell'ombra. Dopo Ballarò slitta anche Matrix. Franceschini ironizza: «Neanche Ceausescu»

Zavoli critica il rinvio del programma di Floris: «È una decisione grave» Annozero si ribella: azioni legali

ROMA. «Sappia Berlusconi, che continua ad agire vigliaccamente nell'ombra che, nel caso, non faremo passare tutto questo senza un'ultima battaglia: sarà il pubblico di "Annozero" a chiedere che il suo programma vada in onda».
Michele Santoro aggiunge altra carne al fuoco della polemica nata dalla cancellazione di Ballarò dal palinsesto di Raitre per non disturbare lo speciale di "Porta a Porta" in prima serata con il premier che in diretta assegna ai terremotati le prime case ad Onna.
Mentre i legali di "Annozero" annunciano a breve azioni legali contro la Rai per la mancata trasmissione degli spot del programma e lo slittamento del contratto di Marco Travaglio, Santoro a "Repubblica tv" spiega che "Ballarò" è stato cancellato per non disturbare «il manovratore» e non fargli perdere ascolti e assicura: «Vespa è da tempo la terza camera che vorrebbe Berlusconi». E, sarà un caso, Mediaset ha sospeso per oggi anche "Matrix" (insieme alla puntata di venerdì). Ragioni tecniche, è la motivazione, ma Franceschini sospetta che ci sia una regìa.
Ma è la decisione di spostare "Ballarò" a indignare il mondo politico. «Penso che anche Ceausescu avrebbe avuto un po' di coraggio nel dire no a una rappresentazione così», attacca Dario Franceschini, commentando la censura al programma di Raitre. Il segretario del Pd è preoccupato perché pensa che l'assegnazione delle prime case ai terremotati sarà trasformata in un «reality nel quale i terremotati saranno trasformati in comparse: Berlusconi andrà dentro le case, aprirà il frigorifero e dirà che meraviglia! Perché utilizzare così il dramma delle persone?». Dura anche l'Italia dei Valori che oggi presidierà con i suoi vertici gli studi di "Porta a Porta", dove è atteso Silvio Berlusconi. Felice Belisario, capogruppo al Senato di Idv, avverte: siamo al Minculpop. E dice: «Se Bruno Vespa vuole fare informazione di regime si trasferisca all'ufficio stampa di palazzo Chigi». Per Roberto Rao, capogruppo Udc in Commissione di Vigilanza, «il problema è che gli italiani devono poter scegliere anche le altre trasmissioni di informazione che affrontino lo stesso evento con un punto di vista diverso».
Del tutto opposta la linea della maggioranza. Per il Pdl la cancellazione di Ballarò è solo «una scelta tecnica» e trasformare ciò in un atto di censura è frutto della demagogia della sinistra.
Non la pensa così la Fnsi né Sergio Zavoli. Il presidente della Commissione di Vigilanza ha definito «grave» il caso e ha convocato una riunione urgente della bicamerale per discuterne. «La decisione all'ultimo momento di bloccare "Ballarò" contraddice il criterio di un palinsesto differenziato volto a stabilire con il pubblico appuntamenti programmabili. Le due trasmissioni hanno sempre convissuto all'interno dei palinsesti delle rispettive reti e la deroga, specie se perentoria, costituirebbe un problema da dover prontamente risolvere». Severa la Federazione della stampa per la quale non trasmettere "Ballarò" è una scelta «sciagurata e irrispettosa del pubblico». «Se c'è chi vuole la monofrequenza lo dica chiaramente», incalza Franco Siddi segretario della Fnsi ricordando al vertice Rai che deve garantire il pluralismo. Il caso sarà affrontato giovedì nel Cda Rai. A viale Mazzini si registra la presa di distanza del presidente Paolo Garimberti dalle decisioni di Masi e quella di Giovanni Floris: «Non si sana l'errore ma siamo pronti per andare in onda giovedì».

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