ROMA. Stime dell'Unione Europea al ribasso per il Pil italiano nel 2009 ma piccoli segnali positivi per il prossimo anno. Secondo la Commissione Europea il prodotto interno lordo scenderà del 5% nel 2009 nel nostro paese, più della media europea.
Ma nella seconda parte dell'anno assisteremo a una «debole ripresa» che comporterà «un piccolo impulso positivo nel 2010». Nella seconda parte dell'anno, a fronte di un -2,1% e di un -2,7% registrati rispettivamente nell'ultimo trimestre 2008 e nel primo trimestre dell'anno, il Pil mostrerà un +0,1% nel quarto trimestre. L'economia della Ue invece chiuderà il 2009 con un calo del 4%, ma a partire dal terzo trimestre potrebbe considerarsi fuori dalla recessione. L'inflazione nell'Eurozona salirà dello 0,4% annuo nel 2009. In Italia i prezzi al consumo cresceranno dello 0,9% annuo e lo stesso faranno nell'Unione a 27 paesi. «Riteniamo bilanciate queste previsioni per l'inflazione - commenta il commissario Ue, Joaquin Almunia e e non percepiamo significativi rischi d'inflazione». Secondo Almunia anche nel 2010 l'inflazione resterà sotto il tetto del 2%. Sul fronte lavoro l'Eurostat rileva che nel secondo trimestre il numero degli occupati nell'Eurozona segna un -0,5% rispetto ai precedenti tre mesi e -1,8% su base annua. Nell'Unione europea il calo trimestrale è stato dello 0,6% e dell'1,9% quello su base annua. Nell'Eurozona il numero di occupati scende a 145,6 milioni di unità, in calo di 702 mila unità rispetto ai precedenti tre mesi. Il tasso di disoccupazione è stabile per l'area Ocse a luglio: si attesta all'8,5% come nel mese precedente e con un aumento di 2,4 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Nell'Eurozona il tasso di disoccupazione sempre nello stesso mese è pari al 9,5%, 0,1 punti più alto rispetto al mese scorso e 2 punti in più rispetto a luglio del 2008. (a.g.)