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Pescara, 24/04/2026
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Data: 16/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Abruzzo, record per la cassa integrazione. Di Cesare (Cgil): la Regione intervenga, si rischia il crollo sociale

Il segretario: si parla troppo di sanità e ospedali e poco del rilancio dello sviluppo e come creare nuovo lavoro

PESCARA Industria, ediliza e terziario sempre più a picco in Abruzzo. Lo dicono gli ultimi dati sulla cassa integrazione ordinaria e straordinaria relativa al periodo gennaio-agosto 2009, resi noti ieri dall'Inps. Secondo l'istituto di previdenza la Cig nell'ultimo trimestre è aumentata del 609% (era stata del 479% nel trimestre gennaio-maggio). Un dato che lascia intravedere un futuro nero per l'economia regionale.
I primo allarmato commento arriva dalla Cgil e dal suo segretario, Gianni Di Cesare, che definisce i dati «la riprova di una crisi strutturale che viene da lontano». «Le ore di cassa integrazione sono aumentate da 2 milioni e 943 mila del periodo gennaio-agosto 2008», spiega, «a 20 milioni e 895 mila ore dello stesso periodo del 2009. E' come se ci fossero quasi 19 mila persone in meno che non lavorano». Una situazione che non può essere attribuita solo al terremoto, anche se l'ha aggravata, secondo il sindacalista. «Nei dati presi provincia per provincia, è evidente che la crisi riguarda tutta la regione. Nella provincia dell'Aquila la Cig è arrivata in questi tre mesi del 2009 a 6 milioni e 525 mila ore», continua Di Cesare, «nella provincia di Chieti a 8 milioni, in quella di Teramo a 5. Solo Pescara mostra livelli meno critici, con 903 mila ore di cig, grazie a un'economia non basata solo sull'industria e sull'edilizia».
Fra i tre settori presi in considerazione dall'Inps, l'industria è quello che annaspa di più.
«Nella piccola e media impresa la cig ordinaria è passata dalle 799 mila ore del 2008, alle oltre 14 milioni del 2009», spiega Di Cesare. La situazione non è più rosea nell'edilizia, dove «la cig ordinaria è arrivata a oltre un milione di ore; e nemmeno nel commercio, settore in cui la cassa integrazione tocca quest'anno quasi i 2 milioni di ore».
E' una «crisi profonda», denuncia Di Cesare, «e non ne usciremo se la politica non metterà in atto misure efficienti subito, aumentando la cassa integrazione ordinaria da 52 settimane a 104, per dare maggiore respiro alle imprese che in tutto il territorio fanno ricorso a questo ammortizzatore».
«Perché la Regione non usa la sua task force, quel Patto per la fiducia che dovrebbe risollevare l'Abruzzo», chiede il segretario della Cgil, «per fare questo?», e mette in guardia contro il rischio che molte di esse, passando dalla cassa integrazione ordinaria a quella straordinaria, potrebbero chiudere definitivamente». Se avviene questo passaggio, spiega Di Cesare «sarebbe un disastro, perchè con livelli così bassi di occupazione l'Abruzzo potrebbe tornare nel profondo sud». Per Di Cesare è un problema politico «di primaria importanza al quale governo, Regione ma anche Europa dovranno dare una risposta». «Possibile», chiede, «che da più di un mese il dibattito politico sia concentrato solo sulla sanità? La crisi economica, non viene dalla sola soluzione del problema sanità, nè dalla riduzione del numero delle Asl da sei a quattro».

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