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Data: 16/09/2009
Testata giornalistica: TrambusNews Roma
Al via la riforma dei servizi pubblici. Il Consiglio dei Ministri ?sdogana' la gara a doppio soggetto per l'affidamento

Servizi pubblici locali ad una svolta: una norma approvata nei giorni scorsi in Consiglio dei Ministri stabilisce che l'affidamento a società miste pubbliche e private, mediante procedura ad evidenza pubblica per la selezione del socio operativo (cosiddetta "gara a doppio oggetto"), rientra tra le modalità ordinarie di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali prevedendo, contestualmente, che al socio privato sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento. Nel decreto legge - che ricordiamo è stato approvato per "adeguare la disciplina all'ordinamento comunitario"- è stata inserita una disposizione, all'articolo 15, che di fatto modifica la normativa in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica introdotta dal noto articolo 23- bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Le principali modifiche introdotte al testo dell'articolo 23-bis riguardano, oltre all'inclusione della gara a doppio soggetto, il ricorso all'affidamento in house come modalità "eccezionale" soggetta, oltre che al ricorso dei requisiti previsti dall'ordinamento comunitario (controllo analogo e prevalenza dell'attività in favore dell'ente pubblico di controllo), al parere "preventivo" dell'Antitrust; l'estensione del divieto di partecipazione a gare per l'acquisizione di ulteriori servizi a tutti i soggetti che, a qualsiasi titolo, sono affidatari diretti di servizi pubblici locali, anche nel caso di affidamento tramite gara a doppio oggetto. In questo caso rimane, comunque, la possibilità di concorrere alle prime gare per l'affidamento dello specifico servizio gestito in affidamento diretto; ed infine, allo scopo di eliminare uno degli aspetti di maggiore criticità emersi per l'attuazione dell'articolo 23-bis, la precisazione del regime transitorio degli affidamenti non conformi alla nuova disciplina. Al riguardo, in particolare, si stabilisce che gli affidamenti in house cessano "improrogabilmente e senza necessità di deliberazione da parte dell'ente affidante" alla data del 31 dicembre 2011.

Ue. L'affidamento diretto di un appalto pubblico di servizi, a determinate condizioni, non è in contrasto con i principi di parità di trattamento e non discriminazione, nonché con l'obbligo di trasparenza. E' quanto stabilisce una sentenza della Corte di giustizia Ue in merito alla causa mossa dalla Sea contro il comune di Ponte Nossa in merito a un appalto per il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti. "E' ammesso l'affidamento diretto di un appalto pubblico di servizi ad una spa a capitale pubblico qualora l'ente eserciti un controllo analogo a quello che esercita sui propri servizi".

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