Conto alla rovescia per la Settimana europea della mobilità, che dal 16 al 22 settembre vedrà la partecipazione di milioni di persone in centinaia di città, grandi e piccole. In prima fila, nell'elenco delle adesioni, le cittadine spagnole e austriache, oltre 300, seguite da più di 100 francesi e polacche, poche invece le italiane. Evento clou della settimana sarà la Giornata senz'auto, martedì 22 settembre, un'iniziativa che ormai ha conquistato tutto il mondo, da Seul a Montreal. Filo rosso della European Mobility Week, alla sua ottava edizione, è lo slogan "Migliorare il clima delle città ", per sottolineare l'importanza degli sforzi a livello locale contro l'emergenza dei cambiamenti climatici, alla vigilia della conferenza mondiale Onu prevista a dicembre a Copenaghen, ma allo stesso tempo puntando anche ad una nuova qualità della vita. Come? Utilizzando mezzi alternativi all'automobile come la bicicletta o i trasporti pubblici, ma anche sistemi come il car-sharing o il car-pooling, che consentono a più persone di condividere la stessa auto. "Le automobili private sono tra le maggiori fonti di emissione dei gas serra che contribuiscono ai cambiamenti climatici - ha affermato il commissario europeo per l'Ambiente, Stavros Dimas - e hanno anche un serio impatto sulla qualità della vita in città. Per questo è importante, per le autorità locali e i cittadini dell'Unione europea, adottare modalità di trasporto più sostenibili. Fare questa scelta aiuterebbe a ridurre l'impatto dei cambiamenti climatici e migliorerebbe le condizioni di vita nei nostri centri urbani. Solo il settore dei trasporti, in Europa, è responsabile del 40% del totale delle emissioni di CO2 e con oltre il 70% della popolazione europea che vive in aree urbane, le autorità locali assumono un ruolo chiave per mitigare i cambiamenti climatici". Oggi, secondo il rapporto "Il settore che sfora: il buco nero delle emissioni di CO2 dei trasporti auto", presentato nei giorni scorsi da ?Amici della Terra', in Italia l'incidenza dei trasporti su strada sul totale delle emissioni è pari al 20,8%, sopra la media degli stati membri Ue che è del 19,1% (nel 2006, ultimo anno disponibile). Secondo Rosa Filippini, presidente dell'Associazione, "al 2020 le emissioni del settore auto cresceranno in misura tale da vanificare gli sforzi fatti negli altri settori". Il settore dei trasporti, dice il dossier, "continuerà a veder crescere le proprie emissioni del 27% al 2010" e "la maggior efficienza sarà compensata dall'aumento delle percorrenze".