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Data: 17/09/2009
Testata giornalistica: TrambusNews Roma
Asstra, occorrono venti miliardi di euro per risollevare le sorti del trasporto locale

Venti miliardi di euro in dieci anni per potenziare le reti di tpl e ammodernare il parco bus, per ridurre la congestione del traffico delle automobili e l'inquinamento e offrire un servizio migliore ai 15 milioni di persone che ogni giorno si muovono con i mezzi pubblici e al milione e mezzo che si muove con le ferrovie. E' la stima "prudenziale" dell'Asstra per un piano di interventi volti a completare le reti urbane di metropolitane, bus, tram, filovie e ferrovie. In vista dell'inizio della settimana europea della mobilità sostenibile, che prende il via mercoledì prossimo, 16 settembre, il presidente dell'Asstra, Marcello Panettoni, ha denunciato "lo stato di abbandono da parte della politica dei trasporti pubblici urbani e locali" sottolineando che "oltre 60 i milioni di euro ogni anno transitano dal comparto del tpl - un settore che conta 1.100 imprese, impiega 116.500 persone, sposta 15 milioni di passeggeri al giorno e produce 1,9 miliardi di Km l'anno - verso il settore bancario sotto forma di interessi passivi per prestiti che le aziende di trasporto sono obbligate a fare per pagare gli stipendi o fare il pieno di gasolio in attesa di vedersi accreditare i contributi dovuti dalle amministrazioni pubbliche dello Stato e delle Regioni. Una cifra - denuncia l'Asstra - che pesa come un macigno più del valore monetario intrinseco perché sta lì a testimoniare un'inefficienza insensata. I debiti delle aziende di tpl, infatti, bene o male finiscono sempre per pesare sulla finanza pubblica, cioè sulle tasche dei cittadini." "I 60 milioni regalati alle banche - prosegue Panettoni - non sono che la punta di un iceberg di inefficienze economiche che inghiottono il settore. Il paese rischia di restare a piedi se la politica non si deciderà a considerare il trasporto pubblico locale una risorsa importante e non un problema di cui liberarsi rapidamente". Panettoni ha, quindi, auspicato un "intervento straordinario del governo e del parlamento" a favore del settore, "uno sforzo corale" a partire dalle aziende stesse.

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