L'impegno forte del presidente davanti alle telecamere In studio il giornalista del «Centro» Parisse
ROMA. «I 30 miliardi di euro che sono stati dati all'Irpinia sono quelli che saranno dati all'Aquila». L'aquilano Vespa porta il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a un impegno forte, davanti alle telecamere di Raiuno e del suo «Porta a porta». Berlusconi in realtà si è anche un po' incartato nel cambio: «Per l'Irpinia c'era la lira ed erano 60 miliardi oggi daremo 30 miliardi di euro».
In realtà il presidente voleva intendere che nel 1980 sono stati spesi 60 mila miliardi di lire che, appunto, sono circa 30 miliardi di euro. La trasmissione è partita, quasi puntualmente, alle 21,13. Vespa ha registrato nel pomeriggio un incontro con il papà di Giulia Carnevale, la studentessa di Ingegneria all'Aquila, morta nel terremoto del 6 aprile, che nel suo computer (rimasto intatto) aveva un progetto di un asilo. Quel progetto è diventato il nuovo asilo di Onna, realizzato in soli due mesi grazie ai telespettatori di «Porta a porta». La trasmissione, ha sottolineato Vespa, ha raccolto «4 milioni 150 mila euro).
In studio c'erano i genitori della ragazza. Ma tra i genitori di ragazzi scomparsi c'era anche il nostro collega, Giustino Parisse, caporedattore della redazione dell'Aquila del Centro, che nel terremoto ha perso i due figli, Domenico e Maria Paola, e il papà Domenico. «Oggi è stato fatto un passo molto importante, ma è un primo passo. C'è molta gente che aspetta la casa, che non ha le certezze di entrare in tempi brevi in una casa. Abbiamo sentito il presidente Berlusconi e Bertolaso che si potrà fare molto. Io dico che sarò sereno quando sarà ricostruito il mio paese. Credo che gli aquilani saranno sereni quando sarà ricostruita L'Aquila».
In studio anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che ha in qualche modo dato il la alla impegnativa dichiarazione del presidente Berlusconi: «Attualmente vi sono 2 miliardi di euro che si cominceranno a spendere. Ilproblema vero sono i 1.020 edifici pubblici nel centro storico. Ritengo che una tassa di scopo, anche molto modesta possa essere molto utile. Credo sia assolutamente necessaria per questo enorme patrimonio storico».
Naturalmente non sono mancate le polemiche sullo spostamento di «Ballarò». Polemiche per le quali il segretario del Partito democratico, Dario Franceschini, non ha ritenuto dover andare in trasmissione: «Per non essere complice», ha detto.
Vespa ha ricordato la polemica del giorno e ha chiesto il presidente se non ritenesse una distorsione il fatto che il governo ha una sua influenza sulla Rai e lui, come proprietario delle reti Mediaset, ha dunque un controllo sulle sei maggiori reti. «La vera distorsione dell'informazione», ha risposto Berlusconi, «sta nel fatto che la Rai, pagata con i soldi dei cittadini, è l'unica azienda televisiva al mondo che attacca una sola parte politica, la maggioranza di governo. Ma gli italiani lo sanno e, per questo, mi assegnano il 68,4% del consenso».
In finale botta e risposta in diretta con Pier Ferdinando Casini. «Non si può mortificare o ridicolizzare l'unico partito che é stato all'opposizione sia con il governo Prodi che con quello Berlusconi dice il leader dell'Udc intervenendo al telefono e replica alle parole del premier sulle politiche dei due forni. «Se il presidente del Consiglio la pensa così - ha aggiunto - allora non avremo nessuna difficoltà a non fare alleanze con il Pdl». Secca la risposta del premier: «Auguri».