TUTTI contro tutti nella guerra dello straordinario (mancato) tra Amt, autisti e Comune; e se gli appiedati della Notte Bianca hanno avuto la domenica per riposare le stanche membra dalle impreviste passeggiate notturne per tornare a casa senza bus, si scontrano le diverse posizione ed emerge, ancora una volta, l'unica certezza: che senza soldi non si programma un trasporto pubblico efficiente, tanto che Paolo Pissarello, vicesindaco e assessore alla mobilità, ieri pomeriggio in un'audizione davanti alla Commissione trasporti della Regione ha chiarito la necessità di avere più introiti: magari attraverso una detassazione, a partire dall'abolizione dell'Irap, il che farebbe già guadagnare tra i 3 e i 4 milioni di euro l'anno ad Amt; ma nel mirino ci sono altre voci, dal recupero fiscale sull'aumento di contratto all'indicizzazione del contratto di servizio o all'incentivazione della riunificazione dei bacini di trasporto o della spesa sociale. Milioncini da raggranellare in ogni modo, stabilito che ormai la ripartizione è quella che è. Nel frattempo, volano non solo gli stracci, ma accuse pesanti come autobus jumbo. «Non ce l'abbiamo certo con la cittadinanza, ma faremo altre azioni di lotta» avvertono gli autisti, protagonisti della notte. Pienamente appoggiati dai sindacati, peraltro: una nota unitaria di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal ribadisce la responsabilità di Amt «che già nel pomeriggio era consapevole di non riuscire a coprire totalmente il servizio, ma ha fatto orecchie da mercante basando il servizio aggiuntivo prevalentemente su prestazioni straordinarie: è pertanto evidente l'incapacità gestionale e programmatica della dirigenza Amt nell'affrontare eventi importanti per la città». Ribatte Bruno Sessarego, presidente dell'azienda di trasporto: «Pensavamo che ci potesse essere qualche defezione, ma il convincimento era che si sarebbe riusciti comunque a gestire il servizio. Però non credo in un'organizzazione autonoma dei lavoratori, non penso che i sindacati fossero all'oscuro della protesta». E poi c'è il versante politico, perché a Tursi si respira la sensazione che ci sia anche un segnale politico nella protesta: con i tanti malumori anche del centrosinistra verso il rapporto con Transdeve l'efficienza di Amt, ma anche sulle mancate realizzazioni di un piano del trasporto annunciato a più riprese. «Il Comune ha le sue lentezze e difficoltà, ma abbiamo bisogno di un disegno di rete diversa, per cui comunque ci vogliono più soldi» ribatte Pissarello, ancora sdegnato («Come secondo cittadino, non come amministratore, dico che questo era un segnale contro i cittadini, non un segnale politico»). Certo, ce n'è anche per Amt (un incontro dei vertici con il sindaco è previsto per i prossimi giorni). «Abbiamo qui uno dei principali e migliori operatori di trasporto pubblico al mondo. Vorrei che me lo dimostrasse, non solo rinviando le responsabilità ad altri - dice Pissarello - Peraltro, le forze politiche devono chiarire se il trasporto è priorità e come intendono comportarsi. E' quanto ho detto anche in Regione».
Dovevano essere 60 i bus per riportare a casa i genovesi, ma soltanto in pochi hanno circolato per la rinuncia degli autisti alle loro prestazioni in orario straordinario LE ACCUSE DEL COMUNE "Un trabocchetto che non esiste in un paese civile, è scandaloso": così il vicesindaco Pissarello ( nella foto) attacca gli autisti Amt protagonisti dell'azione LA DURA REPLICA I sindacati respingono le accuse rigettandole su Amt e Comune: "Stamo aspettando ancora il progetto sulle rimesse, linee e corsie e il Piano industriale" CITTADINI ALL'OSCURO Sabato sera Sessarego il presidente di Amt ( nella foto) assicurava Tursi che il servizio si sarebbe svolto. Non è stato così e i genovesi non sono stati avvertiti.
«CI SPIACE, mai genovesi sappiano bene che non ci fermiamo qui». Parola di uno degli autisti "ribelli" dell'Amt che hanno fatto saltare il servizio nella Notte Bianca. LUCA ha quarant'anni, e tredici di bus già sulle spalle. «Nei prossimi giorni cominciano le assemblee nelle rimesse, faremo lo sciopero e la manifestazione del 22 settembre, poi si vedrà», spiega. Ma che non si dica che quanto è accaduto sabato notte sia stata una sorta di grandinata imprevedibile. «Abbiamo cominciato a parlarne giovedì, i segnali li avevamo dati ben chiari; e alla sera i controllori di rimessa erano avvertiti. L'azienda non lo sapeva e nemmeno il Comune? Non saprei che dire». Ma non si tratta, spiega Luca, di uno sciopero a gatto selvaggio, né di un escamotage sindacale per far andare avanti gli autoconvocati: anzi. «In qualche modo è anche una maniera di dare la sveglia al sindacato e a noi stessi. Il malcontento c'è, ma non tanto per il premio; anzi, nelle assemblee proporremo, e io sarò tra quelli, che quei soldi è meglio accantonarli e, tutti insieme, comprarci qualche apparecchiatura sanitaria, che so, per il Gaslini... Ma il problema è che non gestisci un'azienda pensando di farcela con gli straordinari degli autisti». Quei ragazzi che, se sono nuovi assunti, «prendono meno di ro, non ci sto, non ci stiamo». Insomma, non ti aspetti che a chiedere molto e a promettere troppo in cambio di molto poco siano proprio quelli in cui ti riconosci e che sostieni, ragiona Luca. «Mi devono dire, anche la Vincenzi e Pissarello, se il trasporto pubblico è importante solo per la Notte Bianca, o per 365 giorni l'anno. Cosa dobbiamo pensare, se nella bozza di piano industriale si parla di un taglio di 300 turni in tre anni, su 1800 autisti? Che si taglia il 30% del servizio?». E poi ce n'è per l'Amt, convinta che sabato notte qualche santo ci avrebbe pensato: «E invece no, ci eravamo sentiti per telefonoe per mail, siamo capaci anche noi... Informalmente abbiamo avvertito i controllori di rimessa, e siamo usciti. Finito il turno, siamo rientrati. Se l'azienda lo sapeva, perché non ha cercato di intervenire? Perché è più facile contare sulla disponibilità e il sacrificio dei singoli?». mille euro e hanno, se riescono a farli, 65 riposi l'anno fino a 15 anni di anzianità. Capito? Per altri cinque anni passi a 70 riposi, solo dal ventunesimo anno arrivi a 82 che è il massimo. Ottantadue giorni di festa su 365 dopo che guidi tutti i giorni in questo traffico assurdo per più di vent'anni, e se ti chiedono lo straordinario, alle sei ore e venti del turno ce ne attacchi tre, quattro... Chi dice di sì lo fa perché ha famiglia e ha bisogno di soldi. Io non li faccio, ho scelto di restare di più con i miei bambini, ma in ogni caso il discorso è lo stesso: che colpe ha anche la politica, anche il Comune? E guardi che io sono un delegato Cgil,e iscritto al Pd; ma quello che non mi va, e non va ai colleghi, è che ogni tre anni ci vengono a dire "voi intanto accettate di lavorare di più e guadagnare meno, poi vedrete i vantaggi". Abbiamo visto che le corsie gialle strombazzate non ci sono, i semafori preferenziati nemmeno, che si pensa di rimettere in sesto l'azienda sulla pelle dei lavoratori. Se lo stile è quello di abbattere strutturalmente il costo del lavoro?