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Data: 17/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Fermate dei bus, studenti e anziani sotto pioggia e sole. Le pensiline della vergogna

A un anno dalla segnalazione dei pendolari, strutture inutilizzabili sulle strade di periferia

VASTO. Non servono a ripararsi dal sole durante la bella stagione, né dalla pioggia in inverno a causa delle lamiere accartocciate. Le pensiline dei bus rappresentano una ferita aperta, uno "scandalo" a cui non è stato messo riparo malgrado le ripetute segnalazioni dei pendolari. Dalla periferia nord a quella sud la maggior parte è inutilizzabile e di alcune non resta che lo scheletro.
Perché a differenza di quelle sulle strade del centro, non sono state sostituite ancora nonostante le ripetute segnalazioni dei pendolari. A settembre di un anno fa il Centro aveva raccolto e documentato le proteste nei rioni periferici; d'allora sono passati dodici mesi e nessun intervento è stato effettuato e così per chi si sposta con i mezzi pubblici, soprattutto gli studenti delle superiori che da ieri sono tornati a scuola, si profila un altro inverno di disagi.
Il viaggio alla scoperta dei disservizi con i quali devono fare i conti i pendolari comincia lungo la Provinciale che unisce Vasto con San Salvo, nel tratto parallelo all'autostrada A14. Nei pressi di Sant'Antonio abate, in via Parco del Tratturo, quasi due anni fa un'auto finita fuori strada per l'alta velocità ha accartocciato i pannelli della pensilina e le lamiere sono rimaste aggrovigliate.
Ieri mattina un'anziana ha preferito aspettare l'autobus sul ciglio della strada correndo rischi perché le macchine lungo questo rettilineo sfrecciano piuttosto veloci.
«Al bivio per Montevecchio creano problemi anche le erbacce che non vengono falciate regolarmente e arrivano a coprire persino la panchina», racconta un pensionato.
Nelle vicinanze, alla biforcazione per contrada Buonanotte qualcuno ha pensato addirittura di ricorrere al fai-da-te per rendere più accogliente il box portando una vecchia sedia gialla da casa per sedersi e rendere meno faticosa l'attesa.
Dalla parte opposta, a San Lorenzo, chi viaggia con gli autobus non se la passa meglio perché alcune fermate sono completamente prive di coperture laterali. «Ruggine e manifesti attaccati dappertutto non rendono accoglienti queste piccole casette che rappresentano un punto di riferimento in una contrada di campagna», dice un residente.
Per acquistare e sostituire queste strutture occorrono poco meno di 4mila euro, per lavori di manutenzione e sistemazione ne servono meno. «Il Comune deve effettuare una sorta di censimento, fare sopralluoghi e stabilire delle priorità di intervento», suggerisce un utente dei mezzi pubblici. «Oltre ad essere inutilizzabile, la maggior parte delle pensiline non offre neanche una bella immagine della città», conclude.A un anno dalla segnalazione dei pendolari, strutture inutilizzabili sulle strade di periferia

Le pensiline della vergogna

Fermate dei bus, studenti e anziani sotto pioggia e sole




SIMONA ANDREASSI
VASTO. Non servono a ripararsi dal sole durante la bella stagione, né dalla pioggia in inverno a causa delle lamiere accartocciate. Le pensiline dei bus rappresentano una ferita aperta, uno "scandalo" a cui non è stato messo riparo malgrado le ripetute segnalazioni dei pendolari. Dalla periferia nord a quella sud la maggior parte è inutilizzabile e di alcune non resta che lo scheletro.
Perché a differenza di quelle sulle strade del centro, non sono state sostituite ancora nonostante le ripetute segnalazioni dei pendolari. A settembre di un anno fa il Centro aveva raccolto e documentato le proteste nei rioni periferici; d'allora sono passati dodici mesi e nessun intervento è stato effettuato e così per chi si sposta con i mezzi pubblici, soprattutto gli studenti delle superiori che da ieri sono tornati a scuola, si profila un altro inverno di disagi.
Il viaggio alla scoperta dei disservizi con i quali devono fare i conti i pendolari comincia lungo la Provinciale che unisce Vasto con San Salvo, nel tratto parallelo all'autostrada A14. Nei pressi di Sant'Antonio abate, in via Parco del Tratturo, quasi due anni fa un'auto finita fuori strada per l'alta velocità ha accartocciato i pannelli della pensilina e le lamiere sono rimaste aggrovigliate.
Ieri mattina un'anziana ha preferito aspettare l'autobus sul ciglio della strada correndo rischi perché le macchine lungo questo rettilineo sfrecciano piuttosto veloci.
«Al bivio per Montevecchio creano problemi anche le erbacce che non vengono falciate regolarmente e arrivano a coprire persino la panchina», racconta un pensionato.
Nelle vicinanze, alla biforcazione per contrada Buonanotte qualcuno ha pensato addirittura di ricorrere al fai-da-te per rendere più accogliente il box portando una vecchia sedia gialla da casa per sedersi e rendere meno faticosa l'attesa.
Dalla parte opposta, a San Lorenzo, chi viaggia con gli autobus non se la passa meglio perché alcune fermate sono completamente prive di coperture laterali. «Ruggine e manifesti attaccati dappertutto non rendono accoglienti queste piccole casette che rappresentano un punto di riferimento in una contrada di campagna», dice un residente.
Per acquistare e sostituire queste strutture occorrono poco meno di 4mila euro, per lavori di manutenzione e sistemazione ne servono meno. «Il Comune deve effettuare una sorta di censimento, fare sopralluoghi e stabilire delle priorità di intervento», suggerisce un utente dei mezzi pubblici. «Oltre ad essere inutilizzabile, la maggior parte delle pensiline non offre neanche una bella immagine della città», conclude.

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