VASTO - Resta chiusa, di pomeriggio e nei festivi, sabato pomeriggio compreso, la biglietteria della stazione ferroviaria di Vasto-San Salvo. Almeno fino a fine settembre, per fare il biglietto quando lo sportello non è presidiato dal personale, bisognerà ricorrere alle agenzie di viaggio convenzionate o, in alternativa, alla macchina self service, nell'atrio di stazione. Chi si aspettava, da ieri, un ritorno alla normalità, è rimasto deluso: di pomeriggio biglietteria ancora con le tendine abbassate e tanto di cartello per invitare i passeggeri a fare il biglietto altrove.
La disposizione è arrivata dal dipartimento di Ancona di Trenitalia proprio alla vigilia della scadenza del "part time", inizialmente stabilita per la giornata di ieri. Si prosegue così, insomma, almeno fino al 30 settembre, poi si vedrà. Anche perché della situazione di Vasto-San Salvo si starebbe discutendo a Roma, ai piani alti della sede delle Ferrovie, in Piazza della Croce Rossa. Ai manager del gruppo Fs, infatti, non sono sfuggiti ordini del giorno dei consigli comunali, lettere dei sindaci di Vasto e San Salvo e proteste della clientela, che vorrebbe una stazione meglio servita. Partito a metà giugno, il servizio a metà tempo della biglietteria prevede l'operatore allo sportello dalle 6,30 alle 13,15, dal lunedì al sabato. Poi ci si arrangi diversamente.
Certo, il pubblico comincia a familiarizzare con il self service, almeno a testimoniare dai robusti incassi, ma, a Vasto come a San Salvo, ci si interroga sul futuro dello scalo, il più importante d'Abruzzo dopo Pescara. Senza contare il disagio del personale (tre gli impiegati previsti in pianta organica, di fatto due, però e a turno, rimasti l'estate scorsa a contatto con il pubblico. L'altro è andato in trasferta a Pescara). Con il telecontrollo della linea adriatica che, di fatto, renderà progressivamente sempre più ridotta la stessa presenza del personale di stazione (Rfi) e le biglietterie chiuse, gli scali ferroviari saranno destinati a morte sicura se non si abbinerà alla politica della riduzione dei costi un'altrettanto doverosa attenzione agli utenti.