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Data: 17/09/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi da Vespa, infuria la polemica. Garimberti: tv pubblica non è tv di stato. Porta a porta battuto da fiction Canale 5.

Ballarò, Masi convocato in Vigilanza. D'Alema: propaganda menzognera

Infuria la polemica sul premier in tv. E lo scontro si accende anche sul flop di ascolti della trasmisisone di Bruno Vespa. Dopo il nuovo violento attacco di Silvio Berlusconi ai media e alla Rai (ci sono «troppi farabutti nei giornali e in tv», ha detto il premier
martedì sera in tv), oggi è stato il presidente della Rai, Paolo Garimberti, a replicare.

Intanto mercoledì 22 settembre la commissione di vigilanza sulla Rai ascolterà il direttore generale dell'azienda pubblica, Mauro Masi. La richiesta è stata avanzata dal capogruppo del Pd in commissione, Fabrizio Morri, per chiarire le motivazioni che hanno portato alla messa in onda di Porta a Porta ieri in prima serata, con il contestuale spostamento di Ballarò.

Il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, chiede che la Vigilanza acquisisca gli elementi per una «serena e completa valutazione dei criteri» adottati dalla Rai sui casi al centro delle cronache in questi giorni, dalla vicenda Ballarò e Porta a Porta, alle nomine a Raitre e Tg3, alle questioni relative a Report e Annozero. Zavoli lo ha deto nel corso dell'ufficio di presidenza che ha deciso l'audizione di Masi.

«Il servizio pubblico, come dice la parola stessa, è al servizio di tutti i telespettatori, quali che siano le loro opinioni. Completezza e pluralismo dell'informazione ne sono i principi fondanti e non possono non essere il metodo di lavoro delle nostre redazioni. Il diritto di critica al nostro operato è legittimo, la delegittimazione sistematica e l'insulto no», ha sottolineato il presidente della Rai. «In tutte le democrazie occidentali - afferma Garimberti - le tv pubbliche sovvenzionate dal canone criticano governi, coalizioni, partiti e singoli politici senza che nessuno gridi allo scandalo. Gli uomini pubblici e di governo che pensano che la Rai debba astenersi dal riportare critiche alla loro parte scambiano il servizio pubblico con le televisioni di Stato che operano in regimi non democratici. Per questo gli attacchi a singole trasmissioni della Rai e gli insulti ai suoi giornalisti vanno respinti con la massima fermezza: come ieri l'ho espressa a Vespa per le offese che gli erano state rivolte, oggi la mia solidarietà - dice ancora il presidente della Rai - va a RaiTre, a Ballarò, a Report, ad AnnoZero e a tutti i lavoratori del servizio pubblico attaccati ieri proprio nella trasmissione di Vespa».

Franceschini. «È privo di argomenti ormai (Berlusconi) è un uomo nervoso e impaurito». Lo ha detto il segretario del Pd Dario Franceschini.

«È stata una sorta di autocelebrazione molto imbarazzante». È questa l'opinione di Massimo D'Alema sul Porta a Porta con il premier di ieri sera. «Non parlerei di insuccesso. È già notevole che il 13% degli italiani abbiano scelto di vedere questa sorta di bollettino di regime mandato in onda ieri sera con Porta a Porta», ha continuato l'esponente del Pd riferendosi ai deludenti dati di ascolti. «Il fatto che - ha aggiunto l'esponente del Pd - il servizio pubblico venga addomesticato a scopi di propaganda menzognera è grave per il nostro paese. Gli italiani, disertando la trasmissione, cominciano a dare segni di buonsenso». I giornalisti hanno poi chiesto a D'Alema di esprime la sua opinione sul comportamento del presidente della Rai Garimberti: «Non polemizzo con chi - è stata la risposta - ha il difficilissimo compito di amministrare un'azienda pubblica tra tante pressioni. Bruno Vespa, in quanto collega e valente professionista, avrebbe dovuto sottrarsi ad un'iniziativa che ha umiliato altri professionisti».

Finocchiaro. «Ho appena letto i dati di ascolto e gli indici di share delle trasmissioni di ieri sera. E mi ha colpito che l'onore e il rispetto si siano imposti sulla propaganda di Berlusconi. Curioso, no?», ha commentato Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama.

«Oggi sappiamo qual è la popolarità del premier: si ferma al 13% di gradimento degli italiani». Lo dice la vicepresidente della Camera Rosy Bindi. «Vittima del suo conflitto d'interesse - sottolinea l'esponente Pd - il Berlusconi proprietario delle reti Mediaset batte il Berlusconi controllore politico del servizio pubblico. Non è bastato militarizzare la Rai, imporre lo spostamento di Ballarò, chiedere a Matrix di farsi più in là. Il flop a Porta a Porta è una doppia umiliazione: per Viale Mazzini che non ha salvaguardato l'autonomia del servizio pubblico e per Berlusconi che ha usato uno spazio privilegiato per fare propaganda di regime e attaccare la stampa indipendente e gli avversari politici».

«I vertici della Rai ieri hanno proposto un soliloquio di Silvio Berlusconi quasi a reti unificate. Gli italiani hanno risposto con un pernacchio cambiando canale». Lo afferma Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera. «I vertici della Rai - spiega - dovrebbero rispondere anche del danno economico determinato all'azienda dalla loro decisione: mai l'audience della Rai è stata bassa come ieri, ed è gravissimo».

«I dati d'ascolto crescono e diminuiscono. Invece cresce il consenso per il governo e l'azione di Berlusconi. Fare case per i terremotati, affrontare la crisi economica: il governo dei fatti gode di un crescente consenso nel paese ed ? questo il vero dato di gradimento che conta di più», replica il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

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