Per i consiglieri comunali (e per i pescaresi) sono scomparsi dalle strade. Per il comandante (facente funzioni) Giuseppe Chincoli, ordini di servizio alla mano, ne sono in campo quasi un centinaio al giorno. «Se così è, sono nascosti bene» gli hanno obiettato ieri al Comune.
Di vigili urbani sulle strade di Pescara se ne vedono pochi, assai meno di quanti ce ne fossero con la gestione precedente affidata al colonnello Grippo. E quando pure si vedono, a piedi o in moto, spesso e volentieri gli agenti sorvolano rinunciando tout court a intervenire di fronte a infrazioni clamorose, come nel caso di vetture sfacciatamente in doppia fila nel quadrilatero centrale o sulla riviera o a piazza Primo maggio o a viale dei Pini, solo per citare qualche esempio. Nè si effettuano controlli per fronteggiare la piaga di carte di circolazione scadute o, peggio, di auto che se ne vanno a spasso senza copertura assicurativa. E siccome gli incidenti sono in aumento, non c'è proprio da stare allegri.
Amministrazioni diverse, politiche diverse, si obietterà. Se non fosse che i primi a lamentarsi sono proprio esponenti del centrodestra che ieri, nella Commissione consiliare Lavori pubblici dedicata alla sicurezza stradale e presieduta da Armando Foschi, non l'hanno mandata a dire al nuovo dirigente Chincoli: più che un'audizione, per lui quasi un "processo". Consiglieri di centrodestra e centrosinistra si sono ritrovati concordi nel sollecitare i vigili a una più energica attività di controllo e prevenzione ma anche di repressione - che quando ci vuole, ci vuole -. Perchè va pure bene la filosofia del vigile tollerante e disponibile, pronto a dare spiegazioni e informazioni e all'occorrenza una tiratina d'orecchie all'automobilista birbaccione: ma se il risultato del cortese stil novo è l'anarchia sulle strade, allora c'è qualcosa da rivedere in fretta.
Ma c'è di più: il centrodestra ne ha fatta una questione di civiltà e di legalità ma anche e soprattutto una questione di cassa: è da settimane che al settore bilancio seguono con velata preoccupazione il crollo verticale degli incassi dalle contravvenzioni. Le multe sono scese da 350 a 170 al giorno (quando va bene) e tanto basta a comprendere che un taglio di questa portata, cioè del 50 per cento, rischia di provocare una voragine in bilancio nell'ordine dei tre milioni all'anno, se non di più.
I due aspetti - conti in dissesto e anarchia nel traffico - hanno determinato l'affondo dei consiglieri di centrosinistra ieri in commissione. «Solo confrontando le multe fatte nei primi dieci giorni di settembre di questo e dello scorso anno la differenza salta evidente all'occhio: nel 2008 erano state fatte 2080 contravvenzioni, quest'anno scarse 500 - ha dichiarato Enzo Del Vecchio, affiancato dai colleghi Moreno Di Pietrantonio e Camillo D'Angelo -. Questo succede perchè il controllo del territorio, specialmente nel cuore della città, è inesistente. Altro che salotto, le vie principali sono una cloaca». Chincoli ha faticato non poco a spiegare la situazione, ha illustrato il curriculum, ha lamentato carenze di organico, ha spiegato che presto saranno riattivati i distaccamenti nei Quartiere: i quali però, se impostati come la volta scorsa, potrebbero sottrarre ancora agenti dalle strade, e non è questa la direzione giusta indicata dai consiglieri. La maggioranza non ha preso le difese di Chincoli, tutt'altro, a palese condivisione delle contestazioni mossegli nella riunione. A dirla tutta, Vincenzo Berghella (Pdl) ha a sua volta sollecitato un maggior rigore anche verso pedoni, ciclisti e motociclisti «spesso indisciplinati sulle strade eppure impuniti» ha detto.