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Data: 06/04/2006
Testata giornalistica: Il Sole 24ore Trasporti
Milano, slitta lo scorporo di Atm. Nuovo rinvio i Consiglio comunale per la delibera dell'assessore Goggi che spacchetta la società in quattro

Nuovo rinvio i Consiglio comunale per la delibera dell'assessore Goggi che spacchetta la società in quattro
Milano, slitta lo scorporo di Atm

Corsa contro il tempo per Atm Milano che, a legislazione immutata, rischia la messa in liquidazione a partire dal primo gennaio 2007. Entro quella data, infatti, deve aver scorporato la società di servizio, come imposto dalla legge regionale della Lombardia, e completato con una vittoria il percorso di gara per i servizi di superficie e per la metropolitana del capoluogo meneghino. In caso contrario non avrà più diritto di partecipare a nessuna asta.
Protagonista di questa corsa contro il tempo è il Consiglio comunale di Milano che, a poche settimane dallo scioglimento, non è ancora riuscito a compiere il primo passo per «salvare» la sua Spa, la più grande azienda pubblica di Tpl d'Italia, approvando il nuovo assetto societario. Già all'ordine del giorno da diverse sedute, la delibera preparata dall'assessore alla Mobilità, Giorgio Goggi, e ripetutamente slittata, anche per mancanza del numero legale dei consiglieri.
Nella stesura attuale la delibera prevede, come annunciato già parecchio tempo fa, la suddivisione in quattro di Atm sotto l'ombrello di una holding. E' assai probabile, però, che, con un emendamento concordato tra maggioranza e opposizione, il Consiglio preferisca procedere, per ora, alla costituzione della sola Spa per l'esercizio riservandosi le altre per il futuro.
L'architettura societaria costruita da Goggi, oltre ad Atm servizi, prevedeva la nascita di Atm sistemi (a cui affidare l'infrastruttura, i depositi, i materiali rotabili, i mezzi di superficie e la manutenzione), Sitam (per la gestione del sistema di integrazione tariffaria e della bigliettazione elettronica) e Atm sviluppo (parcheggj, pubblicità, immobiliare e attività innovative).
La delibera in via di approvazione obbligherà anche Atm ad attenersi all'articolo 88 dello Statuto del Consiglio comunale, che prescrive l'obbligo di notifica e di autorizzazione per la costituzione di nuove società operative: una clausola inserita per evitare che i vertici aziendali, attraverso le Spa, diano vita a nuove aziende che sfuggirebbero al controllo politico.
Per riattivare la procedura di gara, che da mesi giace dormiente, il Consiglio deve anche discutere e votare il nuovo Piano triennale dei servizi per poi procedere a bandire l'asta. «E' tutto pronto - garantisce l'assessore Goggi - per l'approvazione definitiva, visto che il Pts è già passato dalle commissioni consigliari. Così come siamo pronti a procedere con bandi e capitolati». Sono due, al momento, i soggetti che hanno chiesto la prequalifica per partecipare alla seconda fase: la stessa Atm e i francesi di Connex, uno dei colossi privati del Tpl europeo, presente sia nel settore ferroviario che nella gomma.
Se il Consiglio comunale non riuscirà ad approvare sia gli scorpori che il Pts prima dello scioglimento, la patata bollente finirà dritta nelle mani del prossimo sindaco e della prossima Giunta che dovranno correre ancora più velocemente per recuperare il tempo perduto e concludere tutto entro il 31 dicembre di quest'anno.
E' poco probabile che la Regione Lombardia, guidata da Roberto Formigoni, modifichi la sua legge visto che il Comune di Milano è l'unico ente a non aver provveduto a espletare la gara. Fatta salva la Provincia di Milano (si veda il box a fianco, ndr) che è ancora in bilico.
Fino a che la delibera non sarà approvata i vertici di Atm hanno scelto il silenzio: «Non siamo disponibili a commentare il nuovo assetto - dicono dall'azienda - fino a quando non conosceremo il testo della delibera effettivamente approvata.

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