PESCARA Promettono battaglia fino ad avere notizie certe sul loro futuro i 200 lavoratori di Abruzzo Engineering (la società partecipata da Regione, Fintecna e Provincia dell'Aquila che fa ricerca sulla vulnerabilità sismica e prima del terremoto stava completando l'anello regionale in fibra ottica per la banda larga).
Lunedì si troveranno all'Aquila davanti alla sede regionale di Palazzo Silone, dove il Cda dell'azienda si riunirà in assemblea, per «vigilare che venga presentato finalmente il nuovo piano industriale, che dovrebbe definire il destino di queste persone».
Lo ha annuciato ieri a Pescara il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare, in un incontro con la stampa a cui hanno preso parte, oltre ai rappresentanti Uil, Antonio Cardo, Cisl, Mario Miccoli, Uil-Tux Nicola Cieri e Filcams-Cgil, Antonio de Renzi, anche i lavoratori. «Il 3 ottobre è l'ultimo giorno delle 13 settimane di cassa integrazione in deroga concesse dalla Regione», ha detto Di Cesare, «la Regione aveva promesso un rilancio dell'azienda e un piano industriale rimodulato su nuovi obiettivi dopo il terremoto». Un piano che gli architetti, geologi, informatici e amministrativi rimasti senza lavoro e senza sede dal 6 aprile aspettano come ossigeno. «Ci chiediamo perché i lavori all'Aquila aumentano», ha detto ancora il segretario della Cgil, «ma "il lavoro" no. Finora stanno lavorando solo aziende che vengono da fuori regione, mentre le imprese locali sono al palo». (m.g.)