VENEZIA. La ripresa sarà «lentissima» e quando l'Europa uscirà dal tunnel, forse nel 2011, avrà i consumi del 2000. Per tornare ai livelli pre crisi (cioè del 2007) dovrà attendere fine 2012. L'Italia andrà leggermente meglio della media dei 27 paesi Ue (-1,65) con un - 0,6% ma peggio dei grandi paesi industrializzati come Germania e Francia. I Giovani imprenditori di Confcommercio nel meeting veneziano dedicato all'innovazione e ai consumi prevedono comunque per il nostro Paese un triennio difficile.
Confcommercio propone due strade per incoraggiare la lieve ripresa. La prima riguarda la crescita dei servizi. «Il terziario - ha spiegato Mariano Bella, direttore dell'Ufficio studi Confcommercio - è l'unico settore che può essere un motore di crescita». In Italia il crollo del 15% degli investimenti produrrà una crescita lenta almeno pari a quella pre-crisi, che già era la più bassa d'Europa. La seconda strada da seguire è la defiscalizzazione dei redditi da lavoro. Una proposta avanzata dal presidente dei giovani Confcommercio Paolo Galimberti e rilanciata da Raffaele Bonanni: il segretario Cisl si è detto favorevole alla detassazione del lavoro dipendente e ha sfidato Berlusconi a riequilibrare i pesi fiscali. Le speranze del leader sindacale sono state subito spente dal ministro Renato Brunetta: il sostegno ai redditi è rinviato «a dopo la ripresa». La Confcommercio però rilancia col presidente nazionale Carlo Sangalli: lunedì al tavolo con le parti sociali convocato a Palazzo Chigi proporremo la detassazione delle tredicesime.