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Pescara, 24/04/2026
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Data: 19/09/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Albi infuriato con Brucchi: «Ti querelo». Le parole "incriminate" pronunciate dal sindaco nel corso di una trasmissione televisiva. Chiesta l'acquisizione della registrazione

Pd e Rifondazione attaccano la maggioranza per l'approvazione del Piano Integrato

Tutti contro Brucchi. Ad utilizzare i toni più duri, il suo ex avversario elettorale, Paolo Albi, oggi consigliere comunale di minoranza, che ha annunciato una querela per diffamazione contro il sindaco che lo avrebbe accusato di voler rientrare, insieme a Lino Silvino, tra le fila della maggioranza. Intanto anche il consigliere del Pd Manola Di Pasquale lancia un duro attacco contro il Piano integrato di intervento proposto dalla ditta Casalena srl approvato nell'ultimo consiglio comunale, che comprende anche la nascita di un complesso residenziale a carattere socio sanitario assistenziale privato che sorgerà, nel giro di un paio d'anni a Villa Mosca, su un lotto di 3.200 metri quadrati, a pochi passi dall''ospedale Mazzini. Secondo la Di Pasquale «Il Consiglio non avrebbe dovuto approvarlo così come prospettato nel rispetto della città e degli impegni assunti nei confronti dei cittadini». «Il sindaco e la sua maggioranza - aggiunge - non avrebbero dovuto consentire la richiesta di modifica urbanistica che permetterà al privato Casalena srl di realizzare un complesso immobiliare che prevede circa 17.000 metri quadrati di edificato con 3.500 metri quadrati di destinazione socio sanitaria il cui utilizzo produttivo ed economico consentirà al privato sicuramente il raggiungimento di importanti ulteriori profitti». Stando al progetto della società Casalena, al Comune spetterebbero in cambio opere pubbliche per un milione e mezzo di euro, a carico della ditta. Opere contestate dalla Di Pasquale, che sottolinea, come, paradossalmente, alla fine al Comune spetterebbe anche la manutenzione di quello che è stato definito "parco urbano" e che invece secondo lei è solo "verde condominiale". Il consigliere di Rifondazione Comunista, Sandro Santacroce, chiede anche un intervento della Corte dei Conti. «In questo Piano integrato - afferma - ci sono delle evidenti incongruenze tra ciò che viene concesso al privato, un progetto complessivo di ben 34 milioni di euro, e ciò che invece viene dato al pubblico, ben poca cosa». Ma l'aspetto che sta più a cuore a Santacroce è senza dubbio l'apertura alla sanità privata che per la prima volta viene decisa a Teramo. «E' inaccettabile - conclude Santacroce - soprattutto perché al momento della votazione tutti i consiglieri che svolgono la professione medica nel settore pubblico hanno abbandonato l'aula. Noi siamo contro la sanità privata e anche contro quella parte di centrosinistra che in Consiglio non ha levato gli scudi in difesa del bene pubblico».

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