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Pescara, 24/04/2026
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Data: 20/09/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Finanziaria, pressing dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil chiedono meno tasse in busta paga. Sacconi: «Ci vuole fiducia». La confederazione di Epifani: «Sconti a chi esporta capitali e ai lavoratori niente»

Angeletti: «Detassare le tredicesime».

ROMA «Il governo deve ridurre le tasse sul lavoro» dice la Cgil. «Fare i contratti e detassare le tredicesime» specifica la Uil. «Tasse zero per i contratti di secondo livello» aggiunge la Cisl. In attesa di leggere il primo testo della Finanziaria (che sarà presentato in Consiglio dei ministri martedì) i sindacati premono sul governo. Chiedono risorse per sostenere il lavoro dipendente e favorire i consumi, per garantire gli ammortizzatori sociali e proteggere l'occupazione. Richieste che, almeno in parte, coincidono con quelle della Confindustria. C'è un solo inconveniente: il governo non ha risorse da impegnare per accogliere alcuna richiesta, almeno per il momento.
Angeletti. Il segretario della Uil Luigi Angeletti insiste sulla necessità di aumentare il potere d'acquisto dei lavoratori. «Fare i contratti è una cosa fondamentale per aumentare i consumi» dice. Poi parla di una eventuale detassazione delle tredicesime: «La considererei una delle iniziative migliori perché non tutti forse sanno che sulla tredicesima si pagano molte più tasse che sul salario normale. La detassazione della tredicesima sarebbe quindi un buon incentivo per far aumentare i consumi e quindi una politica contro la crisi».
La Cgil. Per Agostino Megale, segretario confederale della Cgil, «non è più sopportabile che i lavoratori paghino dieci volte in più di tasse rispetto a chi in questi anni ha illegalmente esportato i suoi capitali all'estero». Megale ricorda che in questi anni di fatto gli stipendi degli italiani hanno subito un aumento della presione fiscale, per via del cosiddetto fiscal drag (con l'inflazione i redditi crescono solo nominalmente, ma al fisco si pagano aliquote maggiori). Anche Susanna Camusso, anche lei segretaria confederale, contesta il fatto che nella Finanziaria in arrivo «non c'è niente per i lavoratori».
Bonanni. Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni suggerisce al governo «di spingere le aliquote più in giù, in prospettiva». Bonanni peraltro non nasconde un certo ottimismo sulle sorti dell'economia: parla di «strategia per il dopo crisi», segnala «qualche sintomo positivo», osserva che il numero dei cassintegrati è «inferiore persino ad altri periodi meno intensi di crisi» e invita tutti «a remare dalla stessa parte». Riguardo agli statali, il numero uno della Cisl invoca «un piano di ristrutturazione del pubblico impiego, che noi ancora attendiamo».
Gli industriali. A differenza di Bonanni, la presidente della Confindustria Emma Marcegaglia in questi giorni ha messo l'accento sulla crisi che ancora c'è piuttosto che sulla ripresa che forse ci sarà. «C'è ancora la crisi» dice la Marcegaglia. «Dunque attenzione agli ammortizzatori sociali e attenzione anche a sostenere le industrie e i settori ancora in difficoltà».
I commercianti. La Confcommercio fa il tifo per il federalismo fiscale e per la riforma della contrattazione. «Anziché discutere di gabbie salariali dice il presidente Carlo Sangalli sarebbe utile ora concentrarsi sul decollo del nuovo modello di contrattazione, facendo tutto il possibile per incentivarlo attraverso misure di robusta detassazione dei premi di risultato e degli incrementi salariali contrattati al secondo livello».
Sacconi. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi risponde alle richieste di sindacati e industriali, in particolare a proposito degli ammortizzatori sociali: «Le risorse e gli ammortizzatori sociali sono già disponibili, abbiamo altri 6 miliardi da investire» rassicura Sacconi. E conclude: «Il futuro è nelle mani di chi non sottovaluta, ma non terrorizza la società, che deve ritrovare la fiducia, traducendo questa fiducia in maggiori consumi».
Il 36% sulla casa. Nella Finanziaria in arrivo dovrebbe essere inclusa, salvo sorprese, la conferma delle agevolazioni fiscali sui lavori di ristrutturazione delle case. Anzi non si esclude che lo sconto attuale (36% sull'Irpef più l'Iva al 10%) venga ampliato in qualche modo.

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