L'AQUILA - I visi sono cupi, altri visibilmente carichi di rabbia. Nessuno di resa. La pubblicazione provvisoria degli assegnatari degli alloggi antisismici del progetto "Case", ha generato le prime vivaci proteste degli esclusi che hanno mosso essenzialmente critiche sui criteri scelti. Famiglie con figli in età scolare, altre con disabili, ma anche coppie e single, alla spicciolata hanno tentato ma inutilmente ieri mattina di varcare l'ingresso della Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza in cui si trovano gli uffici della Dicomac per chiedere spiegazioni sulla loro esclusione. Un malcontento che nelle tendopoli è esploso subito dopo la pubblicazione dei nomi. «In famiglia siamo sei persone - ha detto Rossella Sciarra - tra cui 3 figli che vanno a scuola, requisito che ci avrebbe dovuto aiutare nell'assegnazione dell'alloggio e invece no». Emilia Giammaria pensionata, ha invece perso tre appartamenti nel sisma e adesso vive con il figlio a Rieti e che ogni mattina fa il pendolare per venire a lavorare all'Aquila. Poi è la volta di Gianfranco Papola con a carico un invalido al 100% e con la propria casa da abbattere. Anche lui escluso. «Ma non se ne vergognano - ha detto - nella mia zona altre persone hanno avuto l'alloggio, tra l'altro come nucleo familiare non abbiamo chiesto alcun aiuto. Questa è la ricompensa. Si preferisce invece accontentare chi preferisce inscenare proteste salendo sui tetti o barricandosi negli alloggi inagibili». Alcuni hanno iniziato "a fare le pulci". Gino Antognetti, segretario dell'Associazione Radicale "Ignazio Silone" Radicali Italiani, sfogliando l'elenco degli assegnatari di Assergi si è accorto che «sono state decise due assegnazioni ma le persone sono le stesse: appaiono come due nuclei diversi perché si sono invertiti i nomi; invece a Coppito 2 è stato assegnato un alloggio a un certo Pio Pio che invece ha un codice fiscale che sembra non corrispondere al suo nome. Invito chi di dovere a controllare meglio».
A chi protestava è stato consegnato un modulo su cui annotare le lagnanze che dovrà essere inoltrato per mezzo raccomandata alla stessa Dicomac. «Lo dicevo già dal mese di agosto - ha detto Luca D'Innocenzo, assessore alle politiche sociali - che il problema vero sarebbe stato rappresentato dai single o dalle coppie». Sul caso è intervenuto anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente dicendo che «il Consiglio comunale si era dato dei criteri con dei punteggi, alcuni non sono stati recepiti nell'ordinanza di Berlusconi, noi non abbiamo fatto altro che applicare quello che è stato inserito dal Governo». Infine il primo cittadino ha invitato tutti alla calma: «Troveremo una soluzione, abbiamo già un problema serio, non disgreghiamoci ancora di più».
Intanto armati di trattore e con al seguito un vitello, i dipendenti del Consorzio Alimentare che gestisce il ristorante Agriservice, la prima attività commerciale a riaprire dopo il terremoto, hanno "marciato" contro il comando dei Vigili Urbani, per protestare contro il sequestro della struttura esterna in legno che consentiva di ospitare clienti a pranzo e a cena. Il consorzio è stato nei primi giorni un punto di riferimento per i volontari delle squadre di soccorso. La decisione del comando dei vigili di mettere i sigilli all'esterno limiterà l'attività alla semplice vendita dei beni, senza possibilità di lavorare sulla ristorazione.