Galvanizzato dal suo pubblico della destra cortinese, il ministro Brunetta ha esagerato. Non si augura a nessuno, neppure ai peggiori nemici, di andare a morire ammazzati. L'ex compagno socialista Brunetta dovrebbe, nella migliore tradizione quello che fu il suo partito, cercare il dialogo e il convincimento. Se sbotta, vuole dire che il governo si è accorto di navigare in cattive acque. Probabilmente, il presunto colpo di stato non verrà dalle Forze Armate, ma dai compassati giudici costituzionali. Avendo (ri) disegnato un pessimo lodo, oggi Alfano, ieri Schifani, già dichiarato incostituzionale dalla suprema Corte, il governo e il presidente del Consiglio hanno certamente da temere una nuova bocciatura il 6 ottobre.
Il nervosismo del ministro appare molto giustificato ma non giustificabile. «Male non fare, paura non avere», dice un notissimo motto popolare. Né c'è bisogno di aggiungere che è una sequela di male azioni del presidente del Consiglio e dei suoi ministri, che ha provocato la reazione della Chiesa cattolica, dei giornalisti e, naturalmente, l'Europa, ingiustamente biasimata per nascondere l'incompetenza dei governanti italiani e la loro strafottenza.
Non si vuole interrompere la sua meritevole opera di rimettere al lavoro i fannulloni della pubblica amministrazione o di cacciarli. Sembra piuttosto che le "grida" del ministro si scontrino con una realtà alquanto diversa, di moltissimi impiegati pubblici che fanno il loro dovere, mentre dovrebbero essere cacciati i dirigenti di nomina politica (ad opera del centro-destra) che non sanno organizzare il lavoro. D'altronde, se Brunetta volesse dialogare e entrare in competizione con una sinistra non parassitaria e per bene, dovrebbe operare attivamente per costruire una destra buona, decente, europea. E un uomo per questo ci sarebbe: Gianfranco Fini. Colpo di stato ci sarà soltanto se lo schieramento berlusconiano-bossiano deciderà di non accettare la sentenza di incostituzionalità della Corte Costituzionale. Per conto di chi, Brunetta sta chiamando all'azione i golpisti del suo schieramento?