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Data: 22/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Treni locali senza stazione. Da due mesi fermo il cantiere eterno a Porta Nuova

Intorno all'antico scalo ferroviario degrado, rifiuti ed erba alta Per l'inaugurazione ora si pensa al Natale

PESCARA. Il cartello di piazzale Vittoria Colonna annuncia la conclusione dei lavori entro 420 giorni. Sotto, la firma dell'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso e dell'allora assessore ai Lavori pubblici Armando Mancini. In basso una data: 29 giugno 2006.
Sono trascorsi tre anni e tre mesi dall'inizio del rifacimento della stazione ferroviaria di Pescara Porta Nuova, la seconda per importanza della città, in cui transitano tutti i treni locali. Oggi il cantiere è ancora in piedi e, da circa 60 giorni, un nuovo stop ha fatto slittare ulteriormente il taglio del nastro. «L'amministrazione ci aveva assicurato che da qui sarebbero arrivati gli atleti dei Giochi del Mediterraneo, diretti ai principali impianti sportivi della città», racconta Adolfo Colantonio, che vive non lontano dall'area di risulta. «I tempi si sono allungati ancora, qualcuno dice che l'inaugurazione è prevista entro Natale. Chissà».
IL PROGETTO. Del vecchio edificio del 1883 restano i colori ocra e salmone. Sono quelli della facciata esterna di Pescara Porta Nuova. La parte restante del complesso è stata progettata ex novo in base a un accordo di programma del 1998 tra il Comune del capoluogo adriatico e la società Pescara Porta Nuova 2000, che fa capo all'imprenditore Filippo Antonio De Cecco, mentre la convenzione è stata siglata nel febbraio del 2000. Tra finanziamenti privati e pubblici sono stati stanziati 60 milioni di euro, con una suddivisione dei lavori tra l'impresa Di Prospero, che si è aggiudicata l'appalto di riconversione dell'ex «fabbricato viaggiatori», e la ditta del patron del pastificio. A quest'ultima spetta la realizzazione del parcheggio coperto di 350 posti auto, la pavimentazione della struttura e le cosiddette «opere di urbanizzazione primaria e secondaria», che comprendono la sistemazione delle stradine intorno all'importante complesso edilizio.
IL CANTIERE. La direzione dei lavori è stata affidata all'ingegnere Gianluca Tocco, ma è da circa due mesi che gli operai non frequentano quest'angolo di Pescara sud. Sembra che il cantiere sia stato dimenticato: le scritte coprono il cartello «Pescara Porta Nuova» con il simbolo della rete ferroviaria statale, il materiale di risulta dei lavori edilizi spunta in ogni dove. Tutto intorno erba alta, bottiglie, cartacce e lattine vuote. Una recinzione in ferro chiusa da un lucchetto abbraccia l'intera area. «L'ultima volta che ho visto i tecnici al lavoro», dice un uomo che lavora in un ufficio della zona-stazione, «è stato all'inizio di luglio quando è stata completata la struttura a pannelli triangolari bianca e rossa».
PORTA NUOVA 2000. Il parcheggio coperto di 350 posti macchina è stato ultimato, come pure la riverniciatura degli esterni. Il bianco delle pareti laterali contrasta con il verde scuro dei piani bassi e il blu della scritta «Pescara Porta Nuova». L'ultimo tassello del progetto esecutivo prevede la pavimentazione della stazione ferroviaria, di competenza della società che fa capo a De Cecco. Il via libera ai lavori, tuttavia, non può essere autorizzato senza il consenso del nuovo sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e la rimozione delle travi in legno e del materiale edilizio di risulta da parte della ditta Di Prospero. Nell'attesa il cantiere resta fermo e il piazzale antistante la seconda stazione cittadina è lasciato al degrado.

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