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Data: 22/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Al via la Finanziaria «snella» Manovra composta solo da tre articoli e tabelle

ROMA. Soltanto tre articoli, qualche tabella ma zero cifre. La finanziaria «snella» si affida principalmente alle entrate future provenienti dallo scudo fiscale.
Il ministro dell'Economia Tremonti l'ha illustrata alle parti sociali (oltre cento persone presenti a Palazzo Chigi) annunciando di non vedere l'utilità di altri provvedimenti di manovra per quest'anno. Se ne parlerà, eventualmente, nel 2010 sperando negli incassi dello scudo fiscale. Molto critico il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani: non ci sono soldi per il contratto del pubblico impiego e per detassare le buste paga dei lavoratori, così non si stimola la ripresa.
Finanziaria snella. Tremonti ha invece difeso i «meriti del governo» per aver fatto «una politica prudente che sta dando i suoi frutti». Per questo motivo «fare di più sarebbe stato da iresponsabili» perché misure di sostegno più strutturate «avrebbero provocato aumenti dei tassi di interesse e peggiorato le condizioni dei cittadini». La Finanziaria presentata ieri alle parti sociali è figlia di questa impostazione, rafforzata dal miglioramento delle stime sul Pil che dovrebbe diminuire del 5% mentre il rapporto deficit-Pil dovrebbe attestarsi a +5%. Che bisogno c'è dunque, ha detto Tremonti a sindacalisti, imprenditori ed enti locali, «di interventi correttivi»?
Sindacati all'attacco. Guglielmo Epifani è molto critico «per la scelta politica di mettere pochi soldi». Il segretario della Cgil chiede il taglio delle tasse sul lavoro dipendente e che il governo «non ignori la questione». Così come serve un intervento per «raddoppiare la cassa integrazione» per evitare licenziamenti e investire nel Mezzogiorno per «non spostare le aziende del Sud al Nord o all'estero». D'altra parte c'è un accordo, quello separato tra Cisl-Uil e governo firmato il 22 gennaio: «E' logico attendersi che sia applicato».
Il leader della Cisl Raffaele Bonanni, che è stato protagonista di quell'accordo, sul fisco chiede al governo un «segnale di cambiamento». Bonanni ipotizza la detassazione delle tredicesime o «tasse zero» sul secondo livello contrattuale. Gli fa eco il segretario della Uil Luigi Angeletti che chiede «la disponibilità di aprire una discussione per un impegno sulla riduzione delle tasse ai lavoratori dipendenti» alzando a 40 mila euro il tetto di reddito per le agevolazioni sul secondo livello di contrattazione. Sui soldi per il contratto dei pubblici dipendenti chiede di «rispettare gli accordi».
La Confindustria indica una serie di misure per le quali è necessario premere l'acceleratore. Il direttore generale Galli rivendica «i provvedimenti interpretativi» sulla Tremonti-ter, misure per l'erogazione del credito alle azinde su ricerca e innovazione (dopo il fallimento del click-day) e nuovi fondi sugli ammortizzatori. Le organizzazioni agricole sono deluse. La Confederazione italiana agricoltori chiede «urgenti misure» e «politiche realmente concrete» agendo sulla leva fiscale.
Niente soldi. La finanziaria con tre articoli «più che snella è vuota di contenuti». Francesco Boccia senatore del Pd accusa Tremonti di «mentire» perché i conti pubblici «non quadrano» ed è urgente che il governo «si faccia carico dei disoccupati, pensionati e piccole imprese×» intervenendo «sulle rendite finanziarie?». Tiziano Treu (Pd) insiste sulla detassazione dei redditi da lavoro. Il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferro boccia la Finanziaria: «Fa schifo, ci mobiliteremo».

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