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Pescara, 24/04/2026
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Data: 22/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Disgelo Fini-Berlusconi. Il presidente della Camera incontra il premier a casa di Gianni Letta: «Devi passare ai fatti»

ROMA. Prove di dialogo tra Berlusconi e Fini, che non fa marcia indietro e pone precise condizioni al Cavaliere: «Dalle parole devi passare ai fatti». Prove di un difficile dialogo cominciate con lo scambio della pace durante i funerali di Stato dei parà morti a Kabul e continuate ieri nell'abitazione privata di Gianni Letta, dove i due si incontrano per un faccia a faccia che dura più di due ore e si conclude con un chiarimento a metà. I temi al centro del confronto, che avviene nella stessa casa dove nel 1997 Berlusconi, Fini, D'Alema e Marini siglarono il famoso «patto della crostata» sulle riforme, riguardano temi strettamente politici come l'immigrazione e il testamento biologico, il difficile rapporto con la Lega, la democrazia interna nel Pdl, gli attacchi di Feltri. Questioni delicate che nei giorni scorsi hanno reso più profondo il solco che separa il premier dal presidente della Camera e che hanno costretto ad un super-lavoro i «pontieri» amici di Silvio e di Gianfranco.
Alla fine, l'attesissimo confronto segna l'avvio di un chiarimento che per Fini si potrà considerare concluso solo quando Berlusconi avrà dimostrato con i fatti che intende davvero cambiare passo. Lasciando l'abitazione di Letta, Il Cavaliere mostra ai cronisti il pollice alzato come per dire: è andato tutto bene. Ma non è esattamente così. Berlusconi è pronto a concedere a Fini quel «patto di consultazione permanente» su tutto ciò che riguarda il Pdl? Cesserà il rapporto privilegiato con Bossi? «L'incontro da un lato ha ribadito l'esistenza di due visioni diverse di partito ma» precisa il vicepresidente vicario dei deputati del Pdl e fedelissimo di Fini, Italo Bocchino, «è anche emersa la volontà reciproca di dar vita a quel percorso che abbiamo auspicato negli ultimi giorni e che può portare ad un rafforzamento del Pdl».
Ieri sera, in un ristorante romano di lusso, Tremonti, Bossi e Maroni hanno tenuto una sorta di contro-vertice, più che altro per capire che aria sta tirando. L'asse del Nord si prepara.

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