MONTESILVANO - Per dirla con Elia Kazan a Montesilvano non c'è il tram che si chiama desiderio, ma il bus, quello scolastico che decine di ragazzi delle elementari e medie prendono per raggiungere la propria scuola. Ebbene da due giorni questo bus (parliamo dell'area di Villa Carmine) non passa più o comunque non fa salire tutti, ma per poche decine di metri solo quelli che risiedono ad una distanza superiore ai 1000 metri dalla scuola.
«Noi abbiamo prenotato il servizio come ogni anno - si lamentava ieri mattina una mamma giunta in Comune con una delegazione di altri genitori -, pagando circa 100 euro per l'intero anno scolastico. Questo servizio ci è stato assicurato da almeno 10 anni, adesso ce lo negano, incuranti dei rischi che corrono i nostri figli sulla Vestina. Per non dire dei disagi nei mesi invernali, quando c'è cattivo tempo ed un bimbetto di nemmeno dieci anni deve raggiungere a piedi la scuola ad un chilometro da casa. Se i genitori lavorano chi potrà accompagnarlo?».
In Comune il sindaco spiega che quest'anno è stata applicata la norma (disattesa gli anni scorsi, ma tutti ne erano a conoscenza) che prevede il servizio solo ai ragazzi che abitano a più di un chilometro di distanza dalla scuola, anche di fronte alla forte richiesta del servizio scuolabus, fatta dai genitori. Ma presto l'amministrazione chiederà i fondi per l'acquisto di un nuovo pulmino, che andrà ad aggiungersi agli otto già esistenti, più un nono affittato quest'anno. Degli otto in esercizio però due o tre stanno per esalare l'ultimo respiro. Insomma un parco-auto datato e di scarsa efficienza, che va rinnovato al più presto, specie quelli impiegati sui percorsi di collina. Di più difficile soluzione però, l'assunzione di un nuovo autista, perchè il Comune è vincolato al rispetto del patto di stabilità.
Poi c'è il discorso del servizio della Gtm: un bus percorre la statale adriatica, partendo da Pescara; all'altezza del sottopasso ferroviario (zona Villa Verrocchio), in prossimità del liceo scientifico intorno alle 13,45 "imbarca" centinaia di studenti quasi tutti minorenni diretti nell'hinterland vestino o nei centri lungo la costa. La fermata è posta sotto il viadotto e lì si ammassano, incuranti del pericolo che corrono, ragazzi e ragazze in attesa dell'autobus. Ma la Gtm si è posto il problema dell'incolumità di questi giovani? Forse sarebbe il caso di studiare una soluzione più razionale per la fermata o aumentare il numero di corse così da "spalmare" i viaggiatori su più autobus e delimitare l'area della fermata con una ringhiera metallica. Fino ad oggi non si sono verificati incidenti, ma se dovesse capitarne uno di particolare gravità, solo allora qualcuno deciderà un adeguato provvedimento, utile, ma pur sempre tardivo.