Un manifesto con foto gigante del sindaco Luigi Albore Mascia e una domanda presa in prestito da una popolare trasmissione tivù: "Chi l'ha visto?". Sottotitolo: «E' scomparso dal 15 giugno e ha abbandonato la sua città... ha fatto perdere le sue tracce dal giorno in cui è stato proclamato sindaco di Pescara...». A ben vedere, però, dopo un mese impiegato per fare la giunta e dopo le vacanze del sindaco - diviso fra Tortoreto e la Croazia - dei primi cento giorni resta poco.
Scherzando non troppo il Pd ha aperto così ieri la conferenza stampa di bilancio sui primi cento giorni del sindaco Mascia visti dall'opposizione, cioè dal bicchiere mezzo vuoto. E' l'ironia mista a sarcasmo di chi le elezioni le ha perse e oggi "rosica" e non perde occasione di mettere a confronto quanto fatto ieri con quanto fatto oggi. «Le delibere della giunta Mascia sono state 150, perlopiù resistenze a chi ha impugnato le multe. La giunta precedente in cento giorni ne aveva presentate 343 e comprendevano appalti per 5 milioni di opere» è stato il primo affondo di un'opposizione che sta imparando a fare il proprio mestiere, così come sul fronte opposto c'è chi sta superando la fase di rodaggio per imparare a governare e che dovrà saper dare visibilità, oltre che concretezza, all'attività svolta. Fa parte del gioco. Quello che conta è che alla fine non ci rimetta la città alle prese con emergenza rifiuti, traffico caos, verde in abbandono e una movida che, così regolamentata, non piace a chi a notte fonda vorrebbe dormire e non fare invece la breakdance sul materasso.
Per nulla scaramantici, i consiglieri del Pd si sono presentati ieri in 13 a tavola. Da destra a sinistra, nell'ordine, erano seduti Diodati, Fusilli, Marchegiani, Di Pietrantonio, Alessandrini, D'Angelo, Balducci, Corneli, Frattaroli, Blasioli, Del Vecchio, Pagnanelli e Patriarca.
Marco Alessandrini ha preso le redini di leader dell'opposizione spalmando sul tavolo temi forti quali il sociale, il turismo, la sicurezza e la questione morale. «Come primo atto dalla parte dei bisognosi questa maggioranza ha tagliato 30 mila euro ai fondi per borse di studio e altri 50mila euro per il sostegno al microcredito - ha attaccato Alessandrini -, tutto questo per finanziare qualche scarso evento estivo. Confesso d'essermi perso la finale di kick boxing, non credo sia questa la ricetta per rilanciare il turismo. Quanto alla questione morale, ricordo la buona pratica amministrativa invocata con atteggiamenti teatrali in questa sala: ma cos'ha fatto quest'amministrazione? Capisco lo spoil system, chi vince si sceglie i collaboratori, ma qui le nomine dirigenziali hanno premiato la militanza politica, si agisce come casta». Del Vecchio ha messo il dito sulla delibera da 33mila euro per arredi degli uffici comunali, «destinata per una bella fetta al rifacimento dell'ufficio dell'assessore Teodoro». In verità la "fetta" di Teodoro si aggira sui seimila euro ciò non toglie che si tratta comunque di una stanza lussuosa.
Alessandrini ha plaudito ai vigili che «di giorno all'area di risulta controllano sui parabrezza la ricevuta del parcheggio» ma, ha aggiunto, «mi piacerebbe lo stesso impegno nel controllare le auto che la sera sostano da piazza Italia fino fino al centro storico, viste le infrazioni al codice». Critiche anche dai consiglieri di quartiere: Pagnanelli per tutti ha denunciato «la chiusura di spazi verdi come il parco di via del Santuario; strada Francescone invasa di siringhe, periferie in abbandono: le circoscrizioni sono state dimenticate».