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Data: 23/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
I sindacati bocciano la Finanziaria. «Servono più investimenti e mancano fondi per i contratti»

ROMA. Sintetizza Giulio Tremonti: zero tagli e zero tasse. La sua Finanziaria «snella» (tre articoli e qualche tabella esplicativa) stabilizza esclusivamente i conti pubblici senza prevedere risorse sufficienti per investimenti e per il rinnovo dei contratti pubblici.
Il provvedimento non suscita entusiasmi e provoca aspre reazioni. Per la Marcegaglia (Confindustria) «è una Finanziaria leggera». I sindacati sono furiosi perché manca la copertura per gli aumenti previsti. Enti locali e agricoltori sono sul piede di guerra. Berlusconi dice «che è finito l'assalto alla diligenza» ma il ministro deve annunciare nuove misure a dicembre. Dipenderà tutto dal flusso di entrate fiscali (autotassazione di fine novembre e scudo fiscale a maglie larghe). In caso contrario sarà impossibile detassare il lavoro, finanziare il 5xmille, avviare la riforma universitaria e rifinanziare le missioni all'estero.
Per i contratti pubblici vengono indicate le somme necessarie solo per coprire la vacanza contrattuale pari a 3,4 miliardi in tre anni mentre non vengono stanziati i fondi per il rinnovo. La Cgil calcola invece che le risorse utilizzabili siano soltanto di 1,7 miliardi che assorbono i 693 milioni del 2010 e i 1087 milioni del 2011. L'aumento per i lavoratori sarà dunque di 20 euro al mese. «Nella legge - commenta Michele Gentile, responsabile Settori pubblici della Cgil - gli oltre tre miliardi di cui si è parlato non esistono: sono il frutto di grandezze non sommabili». Le risorse stanziate serviranno a pagare le vecchie indennità di vacanza contrattuale. Dura anche la Cisl che pure ha firmato l'accordo separato: «La Finanziaria va raddrizzata, servono più investimenti» avverte il segretario Raffaele Bonanni.
Le altre misure contenute nella manovra non muovono il quadro generale: nel 2010 sono previste maggiori spese per 567 milioni coperte con altrettanti tagli o riduzioni. Dal 2010 il governo prevede un miglioramento delle stime del Pil (+0,7%) che per quest'anno risulterà pesantemente negativo (-4,8%). Il deficit nel 2009 sarà del 5,3% mentre il debito crescerà al 115,1% sino al 117,3% del 2011. C'è la proroga dal 2011 al 2012 delle ristrutturazioni edilizie con il bonus del 36% e l'Iva al 10%. I soldi non utilizzati per ammortizzatori resteranno nel comparto lavoro. (v.l.)

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