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Data: 23/09/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ai dipendenti pubblici, per ora, 9 lordi. La Cisl: preoccupati per le risorse che mancano. La Cgil: il governo viola i patti

ROMA Con i soldi previsti dalla Finanziaria i dipendenti pubblici avrebbero diritto a un aumento di 9 euro. Lordi. A partire dal prossimo aprile. Che diventerebbero circa 20 euro, con successive tranche, nel 2012. Una cifra chiaramente troppo esigua, sia pure in un periodo di bassa inflazione come questo. Sono del resto i soldi che servono per la "vacanza contrattuale", cioè quell'indennità che si paga quando i contratti non si rinnovano. Una sorta di anticipo sugli aumenti futuri.
In sostanza il testo della Finanziaria dice: per adesso i contratti non li rinnoviamo, ne parleremo più avanti. All'articolo 2 comma 16 si trova un impegno esplicito alla «individuazione delle ulteriore risorse finanziarie occorrenti». Risorse che al momento non vengono quantificate.
I sindacati ovviamente non sono entusiasti della situazione. Anche la Cisl si lamenta: «Siamo preoccupati per le risorse che mancano» dichiara Giovanni Faverin, segretario di categoria del pubblico impiego. Faverin però ricorda anche che così «è sempre avvenuto con tutti i governi all'inizio di ogni stagione contrattuale (Prodi nel 2006 aveva addirittura previsto 8 euro!)». In quell'occasione in verità Cgil Cisl e Uil fecero uno sciopero di protesta contro il governo, con manifestazione a Piazza San Giovanni.
La Cgil ieri ha polemizzato con il ministro Renato Brunetta, che in una nota per la stampa aveva inizialmente accreditato lo stanziamento di 3,4 miliardi per i contratti pubblici. Come il ministro stesso ha poi spiegato, la cifra realmente disponibile in realtà è di 693 milioni per il 2010 e di un miliardo e 700 milioni a regime (appunto quello che basta a pagare i 10-20 euro lordi di cui sopra). Il responsabile Cgil dei settori pubblici Michele Gentile ironizza su una «moltiplicazione dei pani e dei pesci» e denuncia: «Alla prima occasione, il governo viene meno all'accordo separato sul nuovo modello contrattuale. Tutti ne dovrebbero tenere conto». L'accordo citato da Gentile è quello firmato a febbraio da Cisl, Uil, Confsal, ma non dalla Cgil. Per applicare alla lettera quell'intesa, il governo dovrebbe stanziare qualcosa come 7 miliardi di euro. Una somma che Giulio Tremonti non ha alcuna intenzione di destinare agli stipendi del personale.
E ai possibili contrasti fra il ministro dell'Economia e quello della Pubblica amministrazione ha alluso ieri il segretario della Cgil-Funzione pubblica Carlo Podda: «Brunetta ha smentito Tremonti» ha detto, riferendosi alle dichiarazioni sulle risorse stanziate. Ne è seguito un botta e risposta poco garbato fra il portavoce del ministro («Podda è il solito studente svogliato e un po' zuccone») e il sindacalista («ho imparato da giovane studente a diffidare delle promesse dei professori»).
Battibecchi a parte, sembra comunque scontato che la trattativa per i contratti comincerà fra molti mesi, forse fra un anno e passa. Nel frattempo Brunetta dovrà definire gli accorpamenti dei vari comparti: gli attuali 35 contratti dovranno diventare solo quattro.

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