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Data: 25/09/2009
Testata giornalistica: TrambusNews Roma
L'intermodalità ai tempi dell'auto

Il popolo degli automobilisti resiste a lasciare il mezzo privato per quello pubblico negli spostamenti relativamente brevi, come dalla provincia in città. Ma sarebbe disposto a cambiare abitudine, a patto di non allungare i tempi. Nel 2008 solo il 3,8%, infatti, si è spostato con una combinazione di mezzi privati e pubblici sul totale dei viaggi motorizzati, oltre il doppio di quanto registrato nel 2005 ma in leggera diminuzione rispetto al 2007. Per uscire dal Comune di residenza l'intermodalità pubblico-privato ha inciso nel 2008 per il 5,6% del totale, valore che sale all'11% se la destinazione è un capoluogo di provincia e al 17,6% se il capoluogo è una città con oltre 250mila abitanti. E' quanto emerge dai dati raccolti dall'Osservatorio 'Audimob' di Isfort (Istituto superiore formazione e ricerca per i trasporti). Oltre il 70% degli intervistati fra coloro che si sposta di solito in automobile verso i capoluoghi di provincia potrebbe cambiare abitudine e usare anche il mezzo pubblico purché non si allunghino i tempi di percorrenza (il 75,5% se la destinazione finale è una grande città). Per il trasporto intermodale, circa il 60% vorrebbe avere a disposizione nel proprio comune di residenza (o in una località vicina) aree di sosta attrezzate per lo scambio auto-pullman (37,8%) o auto-treno (23,6%), mentre solo per il 10,2% è preferibile effettuare lo scambio nel comune di arrivo. Sono le donne, con il 12,1%, a preferire le combinazioni negli spostamenti per raggiungere un capoluogo rispetto agli uomini (9,9%), i più giovani (17,5%) rispetto alle altre classi d'età (meno del 10%), e coloro che vivono nel Nord-Ovest del Paese (15,3%) rispetto a chi risiede nelle restanti circoscrizioni territoriali (per esempio 8,9% del Centro). Questo profilo socio-anagrafico della domanda di intermodalità cambia con la possibilità di lasciare l'auto, almeno per una parte del tragitto, a favore del mezzo pubblico, a condizione che i tempi di percorrenza complessivi non siano più alti. Sono gli uomini (71,8%) a preferire l'intermodalità, tra le persone con un'età compresa tra 46 e 64 anni, nonché tra chi risiede nel Nord-Est (73%). Gli abitanti delle piccole città sembrano meno propensi a rinunciare all'auto (70%) e per farlo chiedono una maggiore offerta di nodi di scambio autopullman nel comune di residenza (38,6%). Le abitudini di spostamento e le propensioni appaiono, al contrario, più orientate all'intermodalità e al mezzo pubblico in generale se si risiede nei comuni che formano le cinture metropolitane delle grandi città, dove è spesso presente una maggiore offerta di nodi di interscambio privato-pubblico. In queste aree, infatti, chi già utilizza il combinato auto-mezzo pubblico o il solo mezzo pubblico per raggiungere il capoluogo di provincia rappresenta oltre il 41% dei pendolari, mentre la quota di quanti sono disponibili a lasciare l'auto sale al 75%.

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