La compagnia prepara il rilancio. In primavera più voli tra Roma e Milano, l'handling resta a Fiumicino
ROMA Una Alitalia tutta nuova, sicuramente più efficiente anche se oggi i segnali che arrivano non sono incoraggianti. Tutt'altro. «Comincio a divertirmi», assicura il presidente, Roberto Colaninno, al termine di una audizione alla Camera, insieme all'amministratore delegato, Rocco Sabelli. E garantisce che entro la prossima primavera la compagnia metterà in pista interventi vari di rilancio. Lo dice dinanzi ai parlamentari, dopo averlo promesso a duemila dipendenti radunati - ieri mattina - in un hangar di Fiumicino. Interventi, ma di che tipo? Ovviamente, un miglioramento in generale della qualità del servizio: poltrone più ampie, sale vip, più aerei tra Roma e Milano, maggiore puntualità, possibilità di acquistare biglietti tramite telefonino. E chi più ne ha, più ne metta.
Il miglioramento della qualità crescerà anche con l'arrivo di nuovi jet Airbus 320 che, in definitiva, faranno abbassare notevolmente l'età della flotta: 6 aerei sono arrivati da maggio ad oggi; altri 3 sono in arrivo; ancora 6 arriveranno entro la fine dell'anno. 26, con appena due anni di età, sono stati portati in dote da AirOne. Totale, più di quaranta jet che andranno a rafforzare notevolmente il segmento di flotta - corto e medio raggio - dove la nuova Alitalia può dispiegare le sue migliori potenzialità. Solo poco più di un terzo della flotta (oggi composta da 152 pezzi) avrà intorno ai due anni di vita, una media che la porta ad essere tra le più giovani d'Europa.
Che poi tutto vada secondo le previsioni dei "dioscuri" Colaninno e Sabelli è tutto da dimostrare. Intanto il presidente chiarisce che l'operazione - l'acquisto di Alitalia - comincia a dare i suoi frutti: «Nessuna truffa. Possibile ci sia sempre una truffa in Italia e sempre malafede? Abbiamo fatto una cosa positiva per il Paese. Mai ricevuti regali. La compagnia è passata dal reparto di rianimazione a quello di risanamento. Insomma, l'abbiamo salvata».
Rocco Sabelli precisa che non ci sarà alcun aumento di capitale: «Non ne abbiamo bisogno. Stiamo facendo quello che avevamo progettato di fare, certo se ci facessero lavorare in pace staremmo più tranquilli». Piuttosto l'amministratore delegato lancia il guanto di sfida alle low cost «partendo dagli scali di secondo e terzo livello» grazie anche a sovvenzioni ed accordi su base locale. In particolare, si punta su Bari, Brindisi, Perugia, Catania, Crotone e Alghero. Ovviamente, privilegiato per il mercato a basse tariffe l'aeroporto di Malpensa mentre i servizi di handling saranno mantenuti solo su Fiumicino. Per gli altri impianti gli stessi servizi saranno affidati in outsourcing ai gestori aeroportuali. Le tariffe aeroportuali? Alitalia non è pregiudizialmente contraria alla loro revisioni «ma vanno legate a tariffe e investimenti, trasparenza nei sistemi di contabilità e vanno evitati sussidi incrociati».