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Pescara, 24/04/2026
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Data: 24/09/2009
Testata giornalistica: La Repubblica
Trasporto pubblico in rosso ovunque. Conti in attivo? Missione impossibile. E a Genova bisogna fare i conti con il territorio e abbonamenti agevolati.

QUANDO voleva dire che una cosa era praticamente impossibile, il senatore Andreotti affermava: "è come voler far chiudere in pareggio le ferrovie". Ora, forse, per giustificare l'assurdo citerebbe il voler fare utili nel trasporto pubblico urbano. Il problema è nazionale. Ma qui non può essere ridotto alla contabilità pura e semplice. Una città stracolma di anziani è una città stracolma di abbonamenti agevolati. Che alla fine sono un costo. Una città che ha intere circoscrizioni con dichiarazioni dei redditi a livelli di sopravvivenza, ha un'enormità di abbonamenti adeguati a quei redditi per lavoratori e studenti. Una città che ha ben oltre la metà delle strade che vanno in salita ha problemi di consumi diversi da Torino, cheè in pianura. Questoè un mondo del sociale, chea Genova pesa ben più che altrove. Poi ci sono i debiti da onorare, che vengono da lontano. I mutui contratti per coprire le perdite nei tempi lontani. L'Amt ha un conto economico che alimenta incertezze. L'ultimo assestamento di bilancio della Regione Emilia Romagna, prima che ad affrontare il deficit di comparto (pesante) al fine di mantenere l'impegno assunto dalla Regione per il potenziamento del sistema del trasporto pubblico locale, ha destinato ulteriori 16 milioni di euro per finanziare l'acquisto di nuovo materiale rotabile, per l'ammodernamento delle infrastrutture e per incrementare le condizioni di sicurezza sulle linee. Certo gli investimenti vanno fatti, ma che dire dei conti di una sola provincia di quella regione, come - ad esempio - Modena? Qui L'amt locale, che si chiama Atcm, ha chiuso l'esercizio 2008 "con risultati in miglioramento rispetto al 2007". Vediamolo il miglioramento. Il bilancio " vede ridursi di due terzi la perdita d'esercizio, attestata a 623.964 euro contro i 2.075.216 del 2007". Passeggeri in crescita del 2,8%; i ricavi aumentati di oltre 650mila euro (+5,1% rispetto al 2007), così come gli introiti derivanti dalla lotta all'evasione (+48%). Numeri percentualmente simili si trovano in tutte le regioni d'Italia. Il problema è strutturale. Certo ci sono anche le eccezioni. Anche in Liguria c'è anche chi chiude bene i bilanci. Savona, ad esempio. Acts in utile, Acts Linea in sostanziale pareggio. Sono questi i due principali risultati del bilancio di gestione 2008, presentati dall''Azienda di trasporto pubblico savonese. Il bilancio di Acts Spa presenta un utile di circa 4 mila euro rispetto alla perdita 2007 di 3,3 milioni di euro; per Acts Linea si ha una perdita di 169 mila euro rispetto agli 1,6 milioni del 2007: un dato che, al netto delle tasse, corrisponde all'equilibrio di bilancio. Tali obiettivi, a detta del consiglio, sono stati raggiunti grazie ad una nuova gestione manageriale dell'azienda di trasporto savonese, passata attraverso la fase di ristrutturazione iniziata nel 2007, il nuovo piano industriale ed il risanamento che verrà completato nel 2010. I risultati di gestione sono stati raggiunti tramite una contribuzione pubblica solamente del 60%, dunque al di sotto della media regionale. La nuova fase industriale di Acts, nell'arco di 18 mesi, ha permesso un risparmio alla collettività di circa 3 milioni di euro in conto esercizio. Raggiunti anche livelli di eccellenza riguardo anche al costo operativo, pari a 2,45 euro al chilometro (media regionale 3,26, media nazionale 3,03). Sembra la Svizzera.

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