Iscriviti OnLine
 

Pescara, 26/04/2026
Visitatore n. 753.459



Data: 24/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
I magistrati contro lo scudo fiscale. Napolitano frena sul provvedimento approvato dal Senato: «Valuterò il testo»

L'emendamento allargato anche al falso in bilancio. Protesta l'Anm: servono pene certe e non amnistie

ROMA. Via libera dal Senato all'emendamento che allarga la copertura dello scudo fiscale a chi si è reso responsabile di reati tributari e penali come il falso in bilancio. Un «colpo di spugna», dentro la regolarizzazione a maglie larghe degli evasori, che fa cadere l'obbligo per gli intermediari di segnalare le operazioni sospette ai fini del riciclaggio.
Il presidente della Repubblica Napolitano sta «valutando le eventuali novità» e dirà la sua quando gli sarà trasmesso il testo da promulgare approvato dal Parlamento. Insorgono i magistrati: «Il diritto penale richiede certezza ed effettività della pena e non può tollerare un così frequente ricorso ad amnistie in particolare nel settore delicatissimo dei reati economici e fiscali». Anna Finocchiaro del Pd accusa: «E' stato più onesto il cartello di Medellin».
La maxi sanatoria. Sono sanati dallo scudo fiscale una lunga serie di reati tra cui il falso in bilancio, le dichiarazioni fraudolente mediante uso di fatture o altri artifici, la distruzione e l'occultamento di documenti contabili. Salta l'obbligo per gli intermediari di segnalare le operazioni sospette ai fini anticirciclaggio. Resta fuori dalla sanatoria chi ha un procedimento in corso. Ma su questo si è aperta una questione delicata con diverse interpretazioni sui paletti temporali: per l'Agenzia delle entrate sono esclusi dalla sanatoria tutti i procedimenti aperti alla data del 15 settembre ma il servizio studi del Senato fissa la data al 5 agosto. Gli evasori potranno far rientrare i capitali pagando un'imposta straordinaria al 5% che rappresenta il 50% del presunto rendimento del capitale del 2% negli ultimi cinque anni. Ci saranno tre mesi di tempo per provvedere.
Magistrati contro. L'emendamento votato dal Pdl e dalla Lega Nord indigna l'Associazione nazionale magistrati. L'ampliamento della sanatoria esclude la punibilità «per tutti i reati fiscali e societari commessi al fine di evadere il fisco e trasferire il denaro all'estero. Anche i delitti di frode fiscale, emissione e utilizzazione di false fatture, falso in bilancio e persino le cosiddette frodi carosello che tanto allarme suscitano in ambito europeo potranno dunque essere sanatai». Per l'Anm, lo Stato «rinuncia alla punizione in tutti i casi» e non si può tollerare un ricorso «così frequente ad amnistie o sanatorie». Garantendo l'impunità a chi ha violato la legge «si mina la fiducia di chi ha agito nel rispetto delle regole».
Mediolanum ne approfitta. Per la Cgil il via libera del Senato allo scudo fiscale costituisce, afferma Agostino Megfale della segreteria confederale, «un atto che mina gravemente qualsiasi principio di legalità e giustizia fiscale e che avviene nello stesso momento in cui i lavoratori dipendenti hanno pagato, nel 2008, 8 miliardi di euro di tasse in più, senza nemmeno vedersi restituire il fiscal-drag». Parla di «vero e proprio favoreggiamento» il presidente della Federconsumatori Rosario Trefiletti, secondo il quale governo e maggioranza «sono a favore di imbroglioni, mafiosi e traffutaori». E il responsabile Finanza del Pd, Stefano Fassina introduce il tema del conflitto d'interessi: «Il condono tombale per chi ha trasferito capitali all'estero definito al di fuori del protocollo Ocse non è ancora diventato compiutamente legge e già Mediolanum, banca di proprietà del presidente del Consiglio, compra intere pagine di giornali per fare propaganda ai provvedikmenti del governo e per accaparrarsi una fetta degli ingenti introiti prediposti per i grandi evasori, definiti la clientela più interessante d'Italia».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it