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Data: 27/09/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Filobus e mostra stuzzicano i ricordi. «Quando passava sul corso Marrucino la gente a passeggio si metteva in riga». Vecchie cronache. Servizio smantellato e intoppo in via dei Vestini

I cittadini a confronto davanti alle foto, i più anziani si commuovono

CHIETI. «Era un mezzo molto affollato perché le macchine all'epoca non c'erano e quando il filobus transitava lungo corso Marrucino la gente a passeggio si metteva in riga per lasciargli lo spazio necessario per passare». Luciano Bello ricorda Chieti degli anni 50. E' uno dei tanti pensieri che si intrecciano alla mostra nell'expo room della camera di commercio dedicata alla storia del trasporto pubblico a Chieti dalla fine del 1800 al 1950 e aperta fino al 3 ottobre. In piazza Vico è parcheggiato il filobus datato 1953 e in servizio a Chieti dal 1961 al 1985. I cittadini più maturi si commuovono. Qualche lacrima mentre osservano le fotografie e le copie ingiallite dei giornali dell'epoca.
Si sbircia tra documenti e immagini tratti dall'archivio storico. Rivive la storia legata ai primi tracciati ferroviari datati 1816, ecco il via alle concessioni per i nuovi mezzi di trasporto appena dopo la seconda guerra mondiale raccontate dai quotidiani. L'articolo del 18 maggio 1948 riporta la notizia delle concessioni da parte del consiglio dei ministri per la costruzione della filovia in sostituzione alla ferrovia distrutta dopo gli eventi bellici. L'anno dopo, il 26 maggio 1949, il servizio dal titolo "Il filobus e la ferrovia. Colpo di grazia a un progetto e giuco di bussolotti al consiglio comunale". Frammenti di storia, ricordi che si inseguono. «Hai visto...». In un angolo le ordinanze di sindaci "storici" come Mezzanotte e Massangioli e le foto in bianco e nero dell'inaugurazione della filovia nel 1950. In esposizione l'opera in miniatura dell'artista Giuseppe Di Iorio, il presepista che realizza "Ricordi della mia infanzia", un filobus in transito in un'affollata piazza del centro storico, opera concepita con materiali riciclabili. «Avevo 12 anni quando arrivò in città il bus elettrico, era motivo d'orgoglio per tutta la comunità», racconta Carlo Mascitelli che approfitta del mezzo in sosta per farsi scattare una foto ricordo seduto al posto guida e non è l'unico. «Un pezzo di passato che torna al presente», dice la signora Patrizia che continua. «Ogni tanto il conducente era costretto a fermarsi per ricongiungere i pattini al filo di rame e c'erano tante scintille che subito raggruppavano una piccola folla di curiosi». «Io salivo alla fermata di Madonna degli Angeli per scendere a piazza Matteotti, il biglietto costava 20 lire», racconta Giuliana Schiazza, «si acquistava sul filobus e la cassetta dei valori era in legno. Avevo 24 anni, era una fortuna per tutti coloro che dovevano spostarsi per raggiungere il posto di lavoro». «Ho visto salire commossi sul filobus molti ex studenti miei coetanei degli anni '60. Un flash nel passato che emoziona», afferma Antonino Di Iorio. Ma la mostra è anche occasione di confronto, come tra Sandro Luciani e Federico D'Orazio. Il primo attacca: «Era un mezzo lento, occorreva più di mezz'ora per salire dallo scalo al colle, non è idoneo ai ritmi frenetici di oggi». «Forse, ma si respirerà aria più buona», ribatte l'altro più ottimista. La mostra rimarrà allestita tutti i giorni, fino al 3 ottobre, 8.30-12.30, 15-20.

Servizio smantellato e intoppo in via dei Vestini

CHIETI. La filovia è stata inaugurata a luglio 1950. Nel 1988 il Comune ha incaricato due tecnici per la progettazione della nuova linea. Servizio avanti senza interruzioni fino al 31 dicembre 1992. Agli inizi del 1993 l'allora sindaco Nicola Cucullo lo interrompe con un'apposita ordinanza e in pochi giorni sono smantellate le linee. Ma la voglia di ripristinare la filovia a Chieti è sempre forte. Così inizia la ricerca dei fondi e, dopo sei anni, nel 1999 il progetto viene finanziato e appaltato nel 2000. Nel 2001 partono i lavori. Ad aprile 2005 si insedia l'amministrazione di Francesco Ricci che trova una situazione piuttosto difficile: in via dei Vestini lavori fermi perché le opere di allargamento della carreggiata non tenevano conto dell'appalto filoviario. La rimessa filoviaria di via Padre Alessandro Valignani, invece, è inagibile. Da febbraio 2006 scattano gli interventi della nuova giunta per ripristinare il prima possibile il servizio filoviario. Realizzati i lavori in via dei Vestini, dove i pali del tracciato non intralciano i marciapiedi come, al contrario, in via Colonnetta, e si progetta e approva la variante per la rimessa di via Valignani, dove è possibile custodire i 7 filobus del 1985 revisionati. Si trovano i fondi per l'acquisto di nuovi filobus. Con uno stanziamento regionale di 2,4 milioni di euro e un contributo comunale di 800 mila euro, tra alcuni mesi sbarcheranno a Chieti 5 moderni filobus accessibili anche ai disabili. Il 30 aprile lavori chiusi, il 5 maggio riattivata la rete.

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