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Data: 27/09/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fiumicino, ecco il piano Adr: 3,6 miliardi di investimenti in 10 anni. L'obiettivo è fare dello scalo romano un hub da 60 milioni di passeggeri

TAORMINA - Un piano da 3,6 miliardi in 10 anni. Per fare di Fiumicino uno dei primi scali europei, leader in Italia e principale hub del bacino del Mediterraneo. Ai vertici per qualità e servizi, funzionalità e design. Un piano che sarà presentato il 14 ottobre al governo e che il Messaggero, a grandi linee, è in grado di anticipare. Di fatto si tratta del miglioramento e del completo rifacimento delle attuali strutture e della costruzione, in prospettiva, di un nuovo aeroporto, con investimenti massicci che, nelle intenzioni di Adr, dovrebbero arrivare a 10 miliardi di euro entro il 2035, quando cioè scadrà la concessione. Il futuro di Fiumicino sarà disegnato insieme a Changi Airports Consultans, il partner strategico di Aeroporti di Roma e braccio del colosso che guida il superaeroporto di Singapore. Del resto la necessità di creare un nuovo terminal e di rendere efficiente il sistema del trasporto bagagli dopo i fortissimi disagi di questi mesi è considerata una priorità proprio dall'esecutivo. Ed ora, con il riequilibrio delle tariffe ormai in rampa di lancio visti gli impegni assunti a livello governativo e ribaditi al seminario organizzato dall'Enac a Taormina sul trasporto aereo, si puo' realmente partire. Ma entriamo nei dettagli.
Il piano finanziario. Gli investimenti che Adr intende fare a fronte di un riequilibrio tariffario e del contratto di programma che verrà stipulato con l'Enac, sono imponenti. In sintesi, circa 3,6 miliardi entro il 2020, di cui 1,9 miliardi nel periodo 2010-2016. E questo grazie ad un quadro normativo - come chiesto dal presidente di Adr Palenzona e dal presidente dell'Enac Riggio - che dovrebbe dare certezze, supportando i piani economici di medio lungo periodo e agendo da stimolo per gli investimenti e il richiamo dei capitali. Una norma del decreto anticrisi - approvato il 3 agosto scorso grazie all'impegno del ministro Matteoli - consente infatti non solo a Fiumicino, ma anche a Malpensa e agli altri aeroporti di crescere. E questo dopo oltre 7 anni di blocco delle tariffe. Tariffe che sono attualmente inferiori del 50% rispetto a quelle medie europee e che non hanno consentito di colmare il gap che ci separa dagli altri Paesi della Ue.
Il piano a breve termine. Al presidente Silvio Berlusconi, nell'incontro del 14 ottobre, Adr presenterà un progetto dettagliato. Non solo le macro cifre, elaborate d'intesa con Changi. Ma anche gli interventi immediati. Tra questi il completamento del molo C, che avrà una struttura commerciale moderna, ed un sistema Bhs per il trasporto bagagli in partenza nuovo di zecca.
Nei prossimi mesi partirà poi anche un innovativo sistema di smistamento delle valige in transito, che dovrebbe porre fine una volta per tutte ai gravi disservizi dello scalo. Verrà poi completato il terminal tutto dedicato ad Alitalia, con moli e strutture adeguate alle esigenze di traffico e come chiesto dal vettore nazionale. L'obiettivo dichiarato - e condiviso da Matteoli - è quello di passare in 10 anni dai 35 milioni di passeggeri di oggi a 60 milioni del 2020. E per reggere a questa sfida il piano elaborato da Adr prevede oltre al miglioramento dell'attuale scalo, la costruzione di una nuova aerostazione: un prospettiva di lungo termine ma per la cui realizzazione occorre pianificare già da oggi.
Al decollo, d'intesa con Changi, i bandi di concorso internazionali che chiameranno i migliori architetti a immaginare il design e la linea dell'hub romano. Che sarà il biglieto da visita dell'Italia nel mondo. Anche la Sea, che gestisce Linate e Malpensa, presenterà un progetto che prevede investimenti ingentissimi: 1,4 miliardi nel periodo 2009-2016.

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