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Data: 28/09/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Giornale e Libero lanciano campagna anti-canone. Casini: irresponsabili, neanche la vecchia Dc ha mai pensato di spegnere le voci di critica

Singolare apertura "fotocopia" per "Il Giornale" di Vittorio Feltri e "Libero" di Maurizio Belpietro. Tutti e due i quotidiani titolano sul caso "Annozero" e lanciano una campagna per non pagare il canone Rai. «Non paghiamo più la tassa Santoro», apre il quotidiano di via Negri. In prima pagina spicca il fac simile del modulo con il quale si può disdire l'abbonamento a viale Mazzini. «Firmate con noi contro il canone Rai». E ancora, «le pocherie di Annozero sono la goccia che fa traboccare il vaso: Travaglio e compagni vadano pure in onda, ma non sovvenzionati con i nostri soldi. Se siete d'accordo, aderiamo insieme alla battaglia della Santanche». Libero va oltre e rilancia, incitando alla "videorivolta": «Rai, si può disdire il canonè. E via con le istruzioni per abbandonare mamma Rai».

«Basta. ho deciso di non pagare più il canone Rai. Mi ribello alla tassa inflitta a chiunque possegga un apparecchio televisivo - tuona Vittorio Feltri sulla prima del "Giornale" - Non ci sto, perchéci sono programmi che non voglio vedere né iustificarne la messa in onda contribuendo a finanziarli. E' illegittimo che lo Stato ci obblighi a passare del denaro agli imbonitori della sinistra che insultano chi non la pensa come loro. Straparlino pure, ma non con i nostri euro». Feltri chiede quindi di sottoscrivere la campagna per «abolire una tassa ingiusta».

«Per colpa di Travaglio la Rai rischia la pelle» è invece il titolo dell'editoriale di Belpietro. Il direttore di Libero ricorda la diffida presa dalla Rai dieci mesi fa, proprio per le parole pronunciate da Marco Travaglio contro il presidente del Senato. Su viale Mazzini pende una spada di Damocle da oltre 60 milioni di euro di multa, in caso di reiterazione. Non solo: la Rai rischia addirittura la revoca temporanea della concessione televisiva.

Franceschini: non hanno idea di cosa sia il servizio pubblico. «Evidentemente non hanno la minima idea di cosa sia il servizio pubblico... Cosa faranno ancora? Diranno che non si devono pagare le tasse se vince il centrosinistra?»: così il segretario del Pd Dario Franceschini boccia la proposta del Giornale e di Libero.

Casini: iniziativa irresponsabile. «Cerchiamo di ritrovare tutti il senso della misura e, se non vogliamo affossare definitivamente il servizio pubblico, consentiamo agli italiani di poter vedere programmi diversi e di ascoltare diverse opinioni politiche e culturali - dice Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc - E' grave il dibattito che si è aperto in queste ore e irresponsabile l'evocazione dello sciopero del canone. La Democrazia Cristiana non ha mai pensato di spegnere le voci di contestazione e di critica ai propri governi. Così come i governanti liberali non evocano la televisione "unica" che diffonda il verbo della maggioranza. L'Udc come partito ha più volte subìto le ironie e gli attacchi di Santoro e Travaglio. Ma vogliamo continuare a poter dissentire da loro perché questa è l'essenza della democrazia liberale ed il valore profondo della libertà di stampa. La prossima volta, infatti, sarà qualcuno della sinistra, come è già successo, a chiedere di non pagare il canone per un servizio pubblico normalizzato».

Di Pietro: questa Rai non merita canone. «Questa Rai non merita il canone dei cittadini italiani, perché la sua classe dirigente viene scelta e nominata dai partiti e perché è lottizzata, divisa fra partiti: oggi per tre quarti dal centrodestra e per un quarto dal centrosinistra, ma un domani potrebbe diventare l'inverso - dice Antonio Di Pietro, leader dell'Idv - Per questi motivi l'Idv dice "fuori i partiti dalla Rai e dall'informazione"; fino a quando la classe dirigente della Rai viene nominata dai partiti, e cioè dai propri controllati, non avremo mai dei controllori che potranno fare il loro dovere in modo trasparente».

Storace: sì alla campagna contro il canone. «La Destra sosterrà in tutta Italia la campagna promossa da "Il Giornale" e "Libero" per disdire il canone Rai - annuncia Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra - Contro di noi c'è solo censura. Ieri al Comitato centrale ho detto di prepararci al referendum contro il canone e le disdette sono un primo passo».

Garimberti: campagna che indigna. E' intervenuto anche il presidente della Rai Paolo Garimberti che si è detto «indignato per la vergognosa campagna contro il canone».

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