Il premier ride: anche Michelle è abbronzata Nessuno «mi dividerà dalla Lega» «La sinistra brucia le bandiere di Israele»
MILANO. Silvio Berlusconi rivendica il diritto ad essere sempre presente in Tv per spiegare «agli elettori, pardon, ai cittadini» le iniziative del governo e chiude la prima festa nazionale del Pdl con un violento attacco contro la sinistra. Una sinistra che è «rimasta comunista» e si deve vergognare tre volte perché è «in ritardo» con la storia, «brucia» le bandiere di Israele e degli Usa, scrive «meno 6 dopo la morte dei nostri soldati in Afghanistan» e fa il «tifo per la crisi». Il Cavaliere è accolto con un tifo da stadio, gli altoparlanti diffondono le note dell'immancabile «meno male che Silvio c'è».
Lui liquida le divisioni nel centrodestra derubricandole a un «semplice confronto di posizioni». Poi assicura che «nessuno» riuscirà a dividerlo dalla Lega e rilancia una battuta che ha fatto il giro del mondo ed è stata al centro di violente polemiche: «Vi porto i saluti di uno che si chiama... uno abbronzato... ah, Barack Obama. Voi non ci crederete, ma sono andati a prendere il sole in spiaggia in due, perché è abbronzata anche la moglie». La platea che affolla il tendone del Lido, ride soddisfatta, lo incoraggia. Lui va avanti. Riassume i risultati del G20 a Pittsburgh dal quale è appena rientrato e si vanta di aver contribuito al riavvicinamento delle posizioni tra Russia e Usa.
Lo show che vede il premier tenere la scena per un'ora e mezza ha sempre la stessa struttura: i successi del governo, una freccia avvelenata contro l'opposizione, il prestigio dell'Italia sulla scena internazionale e l'immancabile battuta. L'occasione per strappare un sorriso ai fedelissimi che agitano le bandiere sotto al palco e si spellano le mani, questa volta è offerta da un ragazzo che sta alla destra del palco con un grande cartello in mano. «Abbassalo perché non consenti agli altri di vedere quanto sono bello e diminuisci il numero delle mie potenziali fidanzate...».
Ma l'ironia il Cavaliere la usa anche per dare il benservito a Fini. Come? usando l'ingresso di Maria Stella Gelmini, che arriva in ritardo e passa sotto il palco. Berlusconi è fulmineo: «Salutiamo la Gelmini, vero sex-symbol del governo ma anche simbolo di serietà. Ecco, vedo che conferma anche Italo Bocchino (deputato di An autore della lettera a sostegno di Fini). E se lo dice lui che è la minoranza del partito...».
Ma non è finita. Il presidente della Camera dice che i partiti non sono più adeguati e che bisogna dare spazio alle Fondazioni? «Noi» dice Berlusconi «non siamo un partito ma un popolo. E abbiamo fatto una cosa straordinaria: mettere insieme tutti gli uomini moderati e liberi».
Berlusconi, che si vanta di parlare a braccio mentre Obama «è molto bravo ma legge i discorsi», assicura che il Pdl è «il popolo più forte, l'unico che può governare il paese» e garantisce che con il centrodestra in Italia «non ci sarà mai una patrimoniale».
E si passa al capitolo immigrazione. Fini vuole dare il voto agli immigrati e punta ad accorciare i tempi per ottenere la cittadinanza? Il Cavaliere usa l'opposizione per mandare un messaggio al suo incontrollabile alleato: «La sinistra vuole spalancare le porte a tutti con la speranza che poi gli stranieri la votino. Ma non riusciranno a cambiare la maggioranza dei moderati...».
L'ultimo affondo riguarda i Tg. All'opposizione, che denuncia una sovraesposizione mediatica del premier, il Cavaliere risponde secco: «Se vado a parlare in Tv è uno scandalo, se vado in una seconda televisione divento un dittatore, se vado in una terza siamo al regime e in una quarta siamo ad un atto delinquenziale. Invece Barack Obama è andato in cinque diverse televisioni a spiegare la sua riforma sanitaria e ha fatto bene». La festa si chiude con il solito bagno di folla ma questa volta a contendersi il primato degli applausi è Vittorio Feltri che, seduto in prima fila, viene salutato con un battimani di un minuto.