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Data: 30/09/2009
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
Genova. Il vertice tra azienda e sindacati non cancella lo sciopero del 13 ottobre

SCHIACCIATI tra il ricordo ancora vivo dello sciopero di martedì scorso, sfociato in una protesta oceanica nella Sala rossa di Palazzo Tursi, e la minaccia incombente del nuovo ­confermato sciopero di martedì 13 ottobre, i vertici di Amt hanno affrontato ieri i sindacati, rispondendo (in parte) alle loro richieste. In una giornata segnata da nuovi disservizi nel trasporto pubblico, con qualche pesante disagio per la città, si è tenuto il vertice tra l'amministratore delegato Daniele Diaz e il presidente Bruno Sessarego da un lato, e i sindacati confederali più FaisaCisal dall'altro. Sul tavolo c'era il ritiro del documento di programmazione aziendale presentato dall'azienda pubblica di trasporti il 4 settembre. Documento che prevede l'esternalizzazione, ad una ditta di trasporti privata, delle linee notturne e collinari. Oggetto di discussione è stata anche la sosta al capolinea, «che deve durare cinque minuti e deve essere garantita a tutti gli autisti, sempre. Anche quando l'autobus arriva in ritardo». Altrimenti, dice Andrea Gatto, segretario nazionale di FaisaCisal, «ne va della salute fisica e mentale di chi guida». I sindacati chiedono, poi, misure disciplinari più morbide ­«C'è ­dice Gatto un accanimento nei confronti degli autisti, operai e impiegati Amt davvero ingiustificato. Se uno si dimentica di segnare sul diario di bordo l'orario di fine turno, si becca due giorni di sospensione» e una distribuzione «più equa» dei premi e degli integrativi aziendali del 2008: «Li hanno distribuiti ai dirigenti, perché si chiede il segretario di FaisaCisal non li danno anche agli operai, agli impiegati e agli autisti dell'azienda?». La risposta dell'azienda, ieri sera, è arrivata soltanto in parte. «Ci hanno promesso riferisce Giuseppe Mazza, segretario di FitCisl che distribuiranno il premio 2008 a tutti, e questo è un passo avanti. Peccato però che tutte le altre richieste, a cominciare dal ritiro del documento, siano rimaste inevase».

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