L'AQUILA - È una giornata speciale per il premier che, all'Aquila, festeggia il suo compleanno e consegna le prime case antisismiche tra sorrisi, battute, regali e annunci. A chi gli fa gli auguri, Berlusconi dice: «Vi auguro di arrivare alla mia età con tutta la gioia di vivere che ho io oggi». Il premier, che aveva pranzato alla Finanza e spento una candelina, finito il suo breve intervento corre a tagliare il nastro («Con la mano destra» tiene a precisare scherzando) e a consegnare le chiavi delle abitazioni a tre famiglie. A mo' di Grande Fratello le telecamere lo seguono e sul maxi schermo va in onda il suo show. Il premier fa da Cicerone alle famiglie: illustra gli arredi e i comfort delle abitazioni, scherza, si fa fotografare. Una signora anziana gli si avvicina, lo ferma per ringraziarlo e gli suggerisce: «Presidente, lasci stare i nostri avversari, non si arrabbi con loro, non ne vale la pena». Lui risponde serafico: «Signora, sono loro a essere arrabbiati con me. Mi attaccano, ma sono fortissimo». «Dio la benedica per quello che sta facendo» replica la "nonnetta". Poi entra in un'abitazione, indica la camera da letto e dice alla nuova proprietaria: «Spero che qui potrà fare molti figli». Il Cavaliere è euforico. Racconta aneddoti dei suoi vertici internazionali, brinda con i nuovi proprietari («Mi bagno solo le labbra se no dò di matto»), accarezza i bambini, fa gli auguri di «vita serena» nelle nuove case. Poi esce e saluta i "suoi" operai, quelli con i quali ha stretto un rapporto particolare. «Il legame con loro resterà uno dei miei più ricordi più belli» confessa il premier, che poi promette: «Ci vediamo la settimana prossima». Berlusconi riceve anche dei regali («Ma come, li fate voi a me?» dice): il proprietario di una nuova casa gli dona alcuni prodotti tipici, il presidente Gianni Chiodi una bandiera dell'Abruzzo. Ma il premier riceve anche due riproduzioni del Guerriero di Capestrano, con una dedica: «Al presidente guerriero». «Vedete: c'è sempre qualcosa più vecchio del presidente» esclama il Cavaliere che, prima di tornare a Roma, va a Cese di Preturo, dove viene accolto da uno striscione: «26/9/1936 è nato un grande uomo. 26/9/2009, grazie Silvio». Anche Mario Draghi, presente in città per consegnare le abitazioni realizzate dalla Banca d'Italia, si lascia sfuggire un «queste case sono splendide». Non manca, però, qualche critica. «Oggi si gira l'ennesima puntata del serial "Berlusconi all'Aquila» commenta il consigliere regionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo, che aggiunge: «Fin dall'inizio la strategia berlusconiana è stata quella di trasformare L'Aquila in un set televisivo e di garantire al presidente del Consiglio il massimo di efficacia mediatica. Da qui l'inedito slogan "dalle tende alle case" e pazienza se costano più di appartamenti di lusso e la maggioranza degli aquilani sia ancora dispersa nella regione».