L'AQUILA - Come dice Cialente, con una metafora ciclistica, forse è "solo" la fine di una durissima tappa di montagna, con la corsa ancora tutta da fare. Però sicuramente quella di ieri è stata una tappa fondamentale della durissima rincorsa alla normalità: tanti aquilani, dopo mesi di sofferenza, sono finalmente entrati in una casa. Qualcuno a Cese di Preturo, qualcuno a Bazzano. Alla fine gli edifici inaugurati sono stati 19. Nei quasi 500 appartamenti le famiglie hanno trovato tutto: «C'è persino uno scatolone con utensili, apribottiglie, accessori per la cucina: non l'avrei mai pensato» ha raccontato una signora. Il clou c'è stato nel pomeriggio, quando Silvio Berlusconi, nel giorno del suo 73esimo compleanno, ha consegnato le chiavi degli alloggi di Bazzano alle famiglie Ciocca, Buontempo e De Santis. Il premier, puntualissimo, è arrivato alle 15.30, accolto dagli applausi. Con lui Guido Bertolaso e anche il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Bazzano per un giorno è diventato un gigantesco set mediatico. Nel grande giardino che fa da "piazza", infatti, è stato posizionato un palco per i discorsi delle autorità. Ai lati un maxi-schermo sul quale sono state proiettate le immagini della cerimonia e un video che ha ripercorso tutte le tappe del progetto Case. Dai balconi delle case, sui quali sono state appese le bandiere italiane, i neo inquilini hanno assistito alla cerimonia. La presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, ha parlato di «prima battaglia vinta» e ha fatto gli auguri al premier: «Questa è la sua, ma anche la nostra festa. Qui oggi c'è l'Italia, ci sono gli aquilani che già si affacciano alle finestre delle case desiderate, agognate, finalmente arrivate. Un ingresso emozionante. Oggi è un giorno importante, non è un miracolo. È il frutto di un grande lavoro che bisogna continuare a fare per tutti coloro che una casa ancora non ce l'hanno. La festa più grande sarà quando rientreremo nella nostra amata L'Aquila che vogliamo ricostruire». Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha ringraziato le forze dell'ordine e Bertolaso: «Abbiamo raggiunto risultati incredibili. Siamo consapevoli che il percorso è lungo, ma siamo certi che con questa squadra L'Aquila tornerà a volare». Anche Massimo Cialente ha parlato di «giorno commovente»: «È una grande festa, sono orgoglioso del Sistema Italia». Poi il sindaco ha ricordato l'ultima vera criticità dell'emergenza abitativa: «Ci sono tempi lunghi per le B e le C, ma riporteremo qui anche loro. Entro l'anno tutti saremo all'Aquila e potremo guardare con ottimismo alla ricostruzione». Poi ha preso la parola Berlusconi: un discorso breve, cominciato con un grande «Evviva, evviva!». «Viste la legge italiana e la burocrazia - ha detto il Cavaliere - considero quello che abbiamo fatto un vero miracolo che proseguirà fino a quando non avremo messo sotto un tetto sicuro e antisismico ogni cittadino. Intanto abbiamo demolito ogni record mondiale, realizzando case in 110 giorni. Lo Stato che vogliamo è questo: avanti così!».