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Pescara, 24/04/2026
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30/09/2009
Il Messaggero
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Case, società: al setaccio i beni di Aracu. Blitz della Guardia di finanza a Roma negli uffici della "3G", un'azienda di call center |
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La procura di Pescara sequestra tutte le carte che riguardano la situazione patrimoniale ed economica del deputato Sabatino Aracu, esponente di punta del Pdl abruzzese. E' l'ultimo atto che il pool di magistrati che indaga sullo scandalo sanità, dispone prima di ufficializzare la conclusione delle indagini su sanitopoli che dovrebbe arrivare fra un paio di settimane. Cristallizzati tutti i passaggi della complessa inchiesta, il procuratore Trifuoggi e i suoi sostituti Bellelli e Di Florio, devono soltanto definire la posizione di Aracu, l'ultimo ad entrare nella lista dei tangentisti dopo le rivelazioni della ex moglie, Maria Maurizio, contenute in un memoriale esplosivo e ricco di spunti investigativi diversi che finiranno in una serie di stralci. E' stato lo stesso Vincenzo Angelini, teste chiave dell'inchiesta, a confermare ai magistrati le dazioni per un totale di un milione di euro versate ad Aracu per ottenere favori per le sue cliniche. Lo stesso imprenditore della sanità privata che confessò di aver versato 15 milioni di euro ai vertici del governo regionale guidato da Ottaviano Del Turco, poi finito in manette insieme ad altri numerosi personaggi eccellenti proprio per le accuse mosse dal re delle cliniche private. Gli uomini della guardia di finanza nei giorni scorsi si sono recati a Roma nelle diverse sedi della società "3G srl", che fornisce servizi di call center. Formalmente Aracu non figura come socio, ma per la procura la "3G" sarebbe sicuramente riconducibile a lui attraverso prestanome, familiari intestatari di quote (almeno fino al 2003) e la partecipazione di un'altra società. Negli ultimi anni, a detta anche della Maurizio, il call center avrebbe ottenuto incarichi importanti senza partecipare a nessuna gara: addirittura avrebbe lavorato con lo stesso sistema anche per la Camera dei Deputati e per importanti amministrazioni pubbliche in Abruzzo. Ma nel mirino di magistratura e fiamme gialle sono finiti anche tutti gli immobili acquistati direttamente o attraverso delle società immobiliari (appartamenti e locali che si trovano in Sardegna, a Pescara e a Roma) a lui riconducibili, dallo stesso Aracu che all'epoca dei fatti ricopriva l'importante incarico di coordinatore regionale di Forza Italia. Un incarico che gli permetteva di controllare tutti i suoi uomini a cominciare dall'ex assessore alla sanità Vito Domenici e proseguire con il manager della Asl di Chieti Luigi Conga. E proprio in virtù di questo ruolo che Aracu avrebbe preteso da Angelini in totale un milione di euro che l'imprenditore gli avrebbe versato personalmente o attraverso Conga, considerato dalla procura il collettore di tangenti del centrodestra. I documenti sequestrati sono ora al vaglio del pool e della finanza che dovrà stabilire quando vennero acquistati gli immobili, quanto e come vennero pagati e soprattutto se è possibile mettere in relazione le dazioni di Angelini con le tangenti intascate da Aracu. In questa direzione si è incentrata, in particolare, l'attenzione dei magistrati che nei giorni scorsi hanno anche ascoltato, in qualità di persone informate sui fatti, gli onorevoli Mario Pescante, presidente dei Giochi del Mediterraneo dopo Aracu, e il senatore Filippo Piccone, attuale coordinatore del Pdl e uomo forte del partito in Abruzzo, oltre ad altri personaggi che con Aracu avrebbero condiviso la presenza in alcune società.
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