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Data: 01/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
D'Agostino e Catarra, fiato sospeso. Provincia di Teramo, oggi il verdetto sui 28 voti che hanno dato la vittoria al Pdl

Se il ricorso sarà accolto dal Tar dell'Aquila i due rivali dovranno risfidarsi al ballottaggio. I seggi contestati dal centrosinistra sono nove

TERAMO. Non è bastata la giornata di ieri per sciogliere i dubbi sulle elezioni provinciali. Al termine dell'udienza davanti al Tar dell'Aquila sul ricorso presentato dal centrosinistra, i guidici amministrativi hanno rinviato a oggi la decisione. Il presidente Valter Catarra, vincitore al primo turno per soli 28 voti, il suo avversario Ernino D'Agostino e le due coalizioni principali che a giugno si sono contese il successo elettorale restano con il fiato sospeso. La richiesta di riapertura delle urne è stata presentata dal centrosinistra il 10 luglio e mira a ottenere l'accesso al ballottaggio.
Per la coalizione del presidente uscente Ernino D'Agostino, assistita dagli avvocati Vincenzo Colalillo, Luigi Guerrieri ed Emilia Pulcini, le elezioni sono state macchiate da irregolarità che cancellerebbero la vittoria al primo turno di Catarra.
Nel ricorso il centrosinistra ha evidenziato errori di trascrizione, scoperti nei verbali di nove seggi presi a campione ma che potrebbero essere estesti ad altre sezioni, riguardanti il mancato conteggio delle preferenze attribuite ai soli aspiranti presidenti.
Secondo i dati sottoposti ai guidici amministrativi, D'Agostino avrebbe dovuto avere 72 voti in più, Catarra 20 in più ed Emanuela Di Giacinto, candidata della Destra, sei in più.
L'aggiunta di queste preferenze, senza contare quelle eventualmente trascritte male in altri verbali, sarebbero sufficienti a modificare l'esito finale delle elezioni.
Catarra anche se di pochissimo non supererebbe la soglia del 50 per cento e per assegnare la vittoria bisognerebbe ricorrere al ballottaggio.
Le argomentazioni del centrosinistra potrebbero indurre i giudici amministrativi a disporre la riapertura dei verbali o il riconteggio delle preferenze prima dell'emissione della sentenza definitiva che verrebbe ulteriormente rinviata.
Non solo sugli errori di trascrizione, però, sono concentrate le contestazioni mosse dalla coalizione perdente.
Il Tar si deve pronunciare anche sulla rischiesta di annullamento delle 303 preferenze attribuite ad Alfonso Di Sabatino, attuale vicesindaco di Teramo e a giugno candidato nel collegio del centro storico, che sarebbe stato ineleggibile per il suo incarico di revisore dei conti della Provincia. Il centrosinistra ha infine denunciato la violazione della segretezza del voto nella seggio 1 di Cermignano a causa della presenza di una finestra a ridosso della cabina elettorale. Oggi il verdetto.

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