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Data: 02/10/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fs migliorano i conti, pareggio a fine anno E "raddoppia" la Bologna-Verona

ROMA Il treno va. L'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, a Bologna taglia il nastro del "raddoppio" che collegherà il capoluogo emiliano con Verona quasi in contemporanea con la riunione del Cda che sforna un bilancio dei conti incoraggiante per i primi sei mesi del 2009 e per gli obiettivi di fine anno. Il margine operativo lordo dell'azienda sale del 23,5% a +458 milioni di euro (+371 milioni a fine giugno 2008; +65 milioni nello stesso periodo del 2007). Il risultato operativo del gruppo cresce del 48% avvicinandosi sensibilmente al pareggio (-26 milioni, rispetto ai -50 di fine giugno 2008 ed ai -243 del primo semestre 2007). Risultato netto: +20,8%, rispetto al primo semestre 2008. Numeri accompagnati da una nota che «conferma le previsioni di un bilancio in equilibrio anche per l'anno in corso» ottenuto «nonostante la difficile congiuntura economica che invece ha inciso pesantemente sui bilanci di altre società ferroviarie estere che hanno annunciato perdite significative». Per esempio, quella francese che chiuderà il primo semestre 2009 con 500 milioni di perdite.
A Bologna, inaugurazione della linea "raddoppiata" con Verona, ovviamente Moretti, il presidente di Fs Innocenzo Cipolletta, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Sulla nuova infrastruttura viaggeranno fino a 240 treni al giorno con una riduzione dei tempi di percorrenza di 35 minuti per una velocità massima di 200 orari. Lunga 114 chilometri (55 in Emilia, 20 in Lombardia e 39 in Veneto con sei stazioni intermedie, molti viadotti e senza passeggi a livello) la linea è stata aperta per tratti negli ultimi sette anni. Dice Matteoli: «Questa opera contribuirà a snellire anche i collegamenti Nord-Sud lungo il corridoio 1 che dovrà unire Palermo a Berlino». «Ed è la dimostrazione - sottolinea Moretti - che siamo in grado di poter fare i lavori in tempi ragionevoli per un'opera di cui si parlava fin dagli anni Venti e che noi abbiamo concretamente completato in dieci anni a partire dalla fine degli anni Novanta».

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