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Data: 02/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
D'Agostino perde, Catarra resta in sella. Il Tar respinge il ricorso sui 28 voti di scarto: non si torna al voto per il ballottaggio

TERAMO. «In parte inammissibile, in parte respinto». Sono queste le parole con cui il Tar dell'Aquila boccia il ricorso presentato dall'ex presidente Ernino D'Agostino sull'esito delle elezioni provinciali di giugno. I giudici amministrativi non hanno ancora reso note le motivazioni, ma nel breve dispositivo che accompagna la sentenza non lasciano spazio a dubbi. Accolgono il ricorso incidentale firmato da Piero Referza, il legale incaricato da una parte del centrodestra, e addebitano al centrosinistra le spese processuali, pari a circa tremila euro.
D'Agostino e il resto dell'opposizione, assistiti dagli avvocati Vincenzo Colaillo, Luigi Guerrieri ed Emilia Pulcini, si riservano la possibilità di fare appello al Consiglio di Stato, ma il pronunciamento pubblicato ieri dopo l'udienza di mercoledì pomeriggio mette un punto fermo. Sulla vittoria al primo turno per soli 28 voti di Valter Catarra, secondo il Tar, non ci sono ombre.
I PUNTI CONTESTATI. Non ha convinto la tesi sostenuta dal centrosinistra, in base alla quale il candidato del centrodestra avrebbe superato la soglia del 50% solo grazie a errori di trascrizione scoperti nei verbali di nove seggi. Questa argomentazione è stata di fatto smontata da Referza, che nel ricorso incidentale evidenzia come le sviste riguarderebbero anche altre sezioni. Correggendole, a vantaggio di Catarra e non solo di D'Agostino, il risultato finale non sarebbe cambiato. Valutazioni negative sono state fatte dai giudici anche per le altre contestazioni indicate nel ricorso: l'ineleggibilità di Alfonso Di Sabatino per il suo incarico di revisore dei conti in Provincia e la violazione della segretezza del voto nel seggio 1 di Cermignano, per la presenza di una finestra a ridosso della cabina elettorale.
D'AGOSTINO. «Ci riserviamo di valutare le motivazioni della sentenza», fanno sapere D'Agostino e gli altri capigruppo dell'opposizione, «e di prendere in considerazione, d'intesa con le forze politiche della coalizione, l'eventualità di un appello al Consiglio di Stato». Il centrosinistra resta convinto delle proprie ragioni, nonostante il pronunciamento sfavorevole. «L'entità e la natura delle irregolarità riscontrate nella consultazione elettorale», afferma, «ci inducono a ritenere che vada accertata fino in fondo la volontà degli elettori». D'Agostino e gli altri del suo schieramento per ora però non possono che assicurare «un'opposizione ispirata alla difesa degli interessi generali della collettività, unendo il controllo sull'operato della maggioranza a proposte e iniziative volte ad affrontare le principali emergenze della provincia».
CATARRA. Per Catarra, assistito dall'avvocato Vincenzo Cafforio e che sostiene di non aver mai perso serenità e sicurezza, la sentenza è il sigillo sulla sua vittoria. «Questa vicenda si chiude qui», spiega, «è legittimo che ci si rivolga alla magistratura per la difesa di quello che si ritiene un diritto leso. Ora però il Tar, dichiarando insussistenti le ragioni del centrosinistra, suggella un risultato elettorale che è espressione della volontà degli elettori teramani».

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