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Data: 03/10/2009
Testata giornalistica: Rassegna.it
Libertà di stampa - Il giorno di Piazza del Popolo. Più di 300 pullman a Roma per la manifestazione sulla libertà di stampa.

Le adesioni di associazioni, partiti politici, artisti e semplici cittadini. Reporters sans frontierès: l'Italia è il paese Ue in cui la stampa è più gravemente minacciata

Tutto pronto per la manifestazione nazionale di sabato a Roma in difesa della libertà di informazione. Sotto lo slogan "Dovere di informare, diritto di sapere", l'evento di Piazza del Popolo si prevede affollato. Da tutte le regioni sono in arrivo più di 300 pullman, e le adesioni di associazioni, partiti politici, artisti e semplici cittadini sono state numerosissime.

Il programma del palco alterna contributi e intermezzi musicali. Tra gli altri, ci sono il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, il costituzionalista Valerio Onida e Roberto Saviano, fra gli artisti Teresa De Sio, Marina Rei, Neri Marcorè ed Enrico Capuano. Interverrà il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, in veste di direttore del Comitato per la libertà ed il diritto all'informazione.

L'appuntamento, inizialmente previsto per il 19 settembre, è stato rinviato dopo l'attentato ai soldati italiani in Afghanistan. "Chi temeva che il rinvio facesse sgonfiare la mobilitazione - ha detto Roberto Natale, presidente Fnsi, alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione -, sappia che sono timori infondati. Anzi l'attenzione è cresciuta perché, purtroppo, i problemi della stampa italiana non sono finiti in due settimane". Al contrario si sono aggravati: sono proseguiti gli attacchi del governo, il presidente del Consiglio ha indicato i giornalisti come "farabutti", insomma nel mondo dell'informazione "si respira un'aria pesantissima".

Le motivazioni che stanno spingendo tante persone a scendere in piazza sono state confermate da Jean-Francois Julliard, segretario generale di Reporters sans frontierès. In una conferenza stampa ospitata dalla Fnsi, Julliard non ha usato mezzi termini: "L'Italia è il paese dell'Unione europea dove la libertà di stampa è più gravemente minacciata e Silvio Berlusconi, se non mette fine alla sua campagna contro i media rischia di ritrovarsi nella lista dei predatori della libertà di stampa in compagnia di personaggi come Gheddafi e Putin".

A piazza del Popolo, tra l'altro è previsto il ricordo di Anna Politkovskaja, la giornalista della Novaja Gazeta assassinata il 7 ottobre 2006. A quattro giorni dal terzo anniversario della morte, l'attrice Jasmine Trinca leggerà alcuni scritti della corrispondente russa. E' inoltre previsto che il corteo nazionale dei precari contro i tagli, che parte alle 14.30 da Piazza della Repubblica, confluirà nella manifestazione dei giornalisti.

Sull'adesione o meno all'evento, tra l'altro, c'è stata anche una polemica sindacale aperta da Luigi Angeletti. Il segretario della Uil ha detto che la convinta partecipazione della Cgil "certamente non aiuta" i rapporti sindacali. "Abbiamo già opinioni diverse su temi come il modello contrattuale, i contratti da realizzare - ha sottolineato -, se ci sono anche opinioni diverse su vicende con una forte coloritura politica, è chiaro che non aiuta".

La risposta, per bocca del segretario confederale di Corso d'Italia Fulvio Fammoni, è giunta nel giro di poche ore. "Penso l'esatto contrario di quanto ha affermato Angeletti - ha detto Fammoni - è la mancata presenza di una parte del sindacato che non aiuta". Si tratta infatti di un'anomalia, a suo giudizio, "anche perchè tutti i sindacati sono legati alla Fnsi, promotrice dell'iniziativa. Questa manifestazione è solo il punto di partenza di un percorso che deve portare a rivedere la normativa sull'informazione in Italia. Spero che si possa trovare una posizione comune con gli altri sindacati in seguito".

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