I dettagli. Sottostazione in via Ruggero Settimo, si riduce la pista ciclabile, in arrivo 15 semafori
PESCARA. Centonovantuno pali, da viale Muzii a via Livenza: uno ogni 25 metri. Pali alti 12 metri con bracci in ferro da sette metri in grado di coprire tutta la larghezza della strada parco. Con l'entrata a regime della filovia, la strada parco sarà solcata da quattro cavi elettrici per l'alimentazione del mezzo. È questo il progetto della Balfour Beatty Rail.
Il colosso inglese, con un fatturato di 11.856 miliardi di euro, svela agli amministratori di Pescara e Montesilvano come sarà la strada parco attraversata dalla filovia, un mezzo ibrido lungo 18 metri. Secondo il progetto esecutivo, la fila di pali sarà «un elemento architettonico caratterizzante la strada parco». Invece, per il presidente provinciale dell'ordine degli architetti Marco Volpe il progetto viene bollato «a forte impatto visivo». In base a quanto riferito agli amministratori, la Balfour Beatty Rail afferma che «il progetto di collegamento tra Pescara e Montesilvano nasce dalla necessità di creare una rete di trasporto moderna, efficiente ed ecocompatibile». Su una linea di sei chilometri, sono previste due sottostazioni: la prima in via Ruggero Settimo a Pescara e la seconda in viale Europa a Montesilvano. In questi punti, sorgerà un fabbricato di servizio.
Secondo il progetto, i «semafori con sistema di priorità» sono 15. Ventiquattro le fermate: nove a Pescara, 15 a Montesilvano. In servizio, sei filobus con partenza ogni dieci minuti.
Dal giorno dell'avvio dei lavori, per concludere la realizzazione dell'opera, sono necessari 730 giorni. In base al progetto, è prevista anche l'estensione di cento metri della strada parco, da via Pellico al capolinea di Pescara.
La filosofia progettuale è «ridurre al minimo l'invasività degli interventi civili e impiantistici in modo da perturbare il meno possibile il tessuto urbano esistente». Ma la strada parco sarà disseminata di 191 pali, la pista ciclabile diventerà una lingua d'asfalto di due metri e mezzo con la siepe a dividerla dal tracciato della filovia.
Il nodo degli incroci spaventa gli amministratori: per incrementare la sicurezza, la Balfour Beatty Rail propone di «posizionare le banchine di fermata il più possibile vicino all'incrocio con le vie di attraversamento». Ma il progetto deve fare i conti con la «ridotta dimensione dei marciapiedi lato mare, la presenza di numerosi incroci, la presenza di diversi ingressi pedonali e carrai a proprietà private».
Sedici incroci, Montesilvano vuole i sottopassi
Incontro Comune-Gtm per avviare i lavori in cinque strade
MONTESILVANO. Sedici incroci, quindici traverse cieche. Anche Montesilvano teme per il blocco del traffico agli incroci in vista dell'entrata a regime della filovia.
Il cantiere è in corso: la direzione lavori è affidata a Bellafronte Taraborrelli e Dino Bonadies. Mentre le ruspe sono al lavoro tra via Marinelli e viale Abruzzo, l'assessore all'Urbanistica Mimmo Di Giacomo lancia la proposta di realizzare sottopassi anche a Montesilvano e non soltanto a Pescara. Secondo Di Giacomo, gli incroci a rischio caos sono «via Adige, via Marinelli, viale Abruzzo, viale Europa e viale Moro. In queste zone», afferma, «è necessario avviare una riflessione». Per questo, Di Giacomo, dopo un incontro il presidente della Gtm Michele Russo, convoca una riunione tra i tecnici Gtm, l'impresa Balfour Beatty Rail e i consiglieri di maggioranza: «Un modo per spiegare i dettagli dell'opera. La filovia», spiega Di Giacomo, «sarà un mezzo fondamentale per la città, non ne determinerà il taglio e sarà una risorsa per i pendolari. Sarà necessario spiegare ai cittadini l'utilità del mezzo di trasporto e spingerli all'uso, soltanto così la filovia sarà un successo».
A Montesilvano, il capolinea della filovia è fissato nell'area dei Grandi alberghi: in questa zona il Comune ha avviato i lavori per la realizzazione di un parcheggio di scambio. In base al progetto esecutivo della filovia, le fermate previste sul territorio cittadino sono 15 con una sottostazione in viale Europa. Secondo il progetto, il marciapiedi della strada parco, da via Lavino a via Arno e da via Isonzo a via Napoli, non rispetta le misure minime previste dalla legge: in questi tratti, il marciapiedi è largo sessanta centimetri. Per questo, con i lavori della filovia, sarà necessario aumentarne la larghezza fino a un metro e mezzo. Di conseguenza, la carreggiata sarà ridotta passando a sette metri. (p.l.)