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Data: 04/10/2009
Testata giornalistica: La Stampa
Minzolini attacca la protesta: al Tg1 è di nuovo bufera. «A Roma piazza incomprensibile» (Guarda il video)

Tg1, edizione delle 20. Il direttore Augusto Minzolini, che giovedì era finito sotto gli strali di Santoro e prima ancora di quelli ironici della Dandini, appare in video con un editoriale in cui giudica «incomprensibile» e «assurda» la manifestazione per la libertà di informazione indetta ieri dalla Fnsi. Levata di scudi dall'opposizione. Il responsabile comunicazione del Pd Gentiloni la giudica «una svolta senza precedenti: l'abbandono anche formale, di ogni profilo istituzionale da parte del Tg1». E chiede l'intervento della Vigilanza, perché accerti se il direttore del primo tg pubblico «può darsi alla militanza degna del miglior Fede».

La maggioranza lo difende. Le polemiche impazzano. Il presidente della Vigilanza, Zavoli fa sapere di non averlo visto, ma sicuramente si pronuncerà oggi. Il presidente Rai Garimberti, colpito dall'irritualità del gesto, sta preparando un intervento. Sembra che i «senior» del Tg1 abbiano fatto di tutto per trattenere il direttore da un commento. Il cdr oggi farà un comunicato, ma un suo esponente anticipa: «Non è mai accaduto nella storia del Tg1 che la testata intervenisse contro una manifestazione, tanto più sindacale. Il Tg1 è di tutti». Ma cosa ha detto Minzolini?

«Lo dico senza spirito polemico: la manifestazione di oggi per la libertà di stampa per me è incomprensibile. Manifestare è sempre legittimo e salutare per la democrazia, ma in un Paese dove negli ultimi tre mesi sono finiti nel tritacarne mediatico Berlusconi, l'avvocato Agnelli, l'ingegner De Benedetti, l'ex direttore di Avvenire, il direttore di Repubblica e tanti altri, denunciare che la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo. Il rischio è un altro: l'informazione è diventata il teatro di uno scontro di potere», continua Minzolini. «E la manifestazione di oggi fotografa una disparità: è stata convocata contro la decisione del premier di querelare Repubblica e l'Unità. Ma negli ultimi 10 anni ci sono state ben 480 querele di politici contro giornali, il 68% delle quali presentato da esponenti di partiti di sinistra. Mi chiedo: è possibile che la libertà di stampa sia stata messa in pericolo solo dalle querele di Berlusconi?».

«Minzolini ha detto la verità, quello che milioni di italiani pensano: la libertà di stampa non è stata mai minacciata», approva il ministro Rotondi. La polemica è rovente. «Il direttore ha perso un'occasione per riscattare il pessimo esempio di informazione di cui ha dato prova. Se qualcuno aveva dei dubbi sui rischi che corrono il diritto di cronaca in questo paese, li ha trasformati in certezze», osserva Rosy Bindi. E Pancho Pardi, Idv: «Questo direttore specializzato nel non dare notizie sgradite al premier si permette di dare lezioni a tutti, sostenendo che ci sono servi. È paradossale che ad affermarlo sia lui». Non si stupisce il consigliere Rai Rizzo Nervo: «Che il direttore del Tg1 si esibisse in un editoriale contro la libertà di stampa non mi meraviglia, essendo abituato soltanto alla libertà di nascondere le notizie. Il suo è stato un vero e proprio comizio». «Minacce e intimidazioni», le giudica il portavoce del Pdl Daniele Capezzone. «Attacchi indegni», gli fanno eco il senatore Ferrara e Alessio Butti. Il capogruppo al Senato, Gasparri, ribalta le accuse: «Rizzo Nervo, Gentiloni e compagni difendono i giullari stalinisti della Rai ma contestano il diritto del direttore del Tg1 di esprimere le sue opinioni. La libertà di stampa vale per tutti o solo per la sinistra che vuole insultare e ridurre tutti gli altri al silenzio?».

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