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Pescara, 26/04/2026
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Data: 04/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
La corazzata Tg1 spara contro i manifestanti. E sul Tg4 Emilio Fede va in diretta a caccia di voci contrastanti «Non ho detto niente a Berlusconi»

Editoriale del direttore Minzolini: «Protesta incomprensibile»

ROMA. Sorpresa. Nell'edizione delle 20 del Tg1 di ieri il direttore Augusto Minzolini è intervenuto con un editoriale per esprimere forte dissenso sulla manifestazione a Piazza del Popolo sulla libertà di stampa. Minzolini ha detto che si è trattato di una manifestazione «incomprensibile, visto che negli ultimi mesi sono finiti nel tritacarne mediatico Berlusconi, Agnelli, De Benedetti. E' in atto uno scontro di poteri nell'informazione e la manifestazione di oggi fotografa una realtà: una manifestazione convocata contro la decisione del premier di presentare due querele, a Repubblica e all'Unità. In realtà negli ultimi 10 anni sono 430 le querele dei politici, per il 68% di esponenti di sinistra. E' possibile che la libertà di stampa venga messa in pericolo solo da due querele di Berlusconi?».
«Il principale tg italiano abbandona, anche formalmente, ogni profilo istituzionale e scende in campo con una polemica contro una manifestazione di forze sindacali e di opposizione cui hanno partecipato centinaia di migliaia di persone. Non ci sono precedenti di un simile stravolgimento di un telegiornale del servizio pubblico», commenta Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd. Ancora più duro il commento del consigliere di amministrazione della Rai Nino Rizzo Nervo: «Che il direttore del Tg1 si esibisse in un editoriale contro la libertà di stampa non mi meraviglia, essendo abituato soltanto alla libertà di nascondere le notizie. Il suo è stato un vero e proprio comizio contro la manifestazione di oggi». Duro anche Franco Siddi, segretario della Fnsi: «Il servizio pubblico è malato».
Emilio Fede nel pomeriggio poi dà vita alla «contromanifestazione» in diretta tv sul Tg4. Convitati di pietra Michele Santoro, Serena Dandini, il Tg3 e Giovanni Floris evocati a dimostrazione che in Italia l'informazione è libera. Libera soprattutto di insultare e disturbare il capo del Governo. «Libertà di informazione sì, libertà di insulto no», dice Umberto Bossi, subito citato da Fede. «Ma quale bavaglio?» chiede il direttore del Tg4. Piero Ostellino, ex direttore del Corriere della sera rivendica la libertà di fazione, dice che i Feltri e i Santoro dovrebbero essere moltiplicati.
Due inviati del tigì più fedele al premier sono a piazza del Popolo. Salvo qualche rara immagine, le parole di chi parla dal palco non si sentono. In compenso il Tg4 cerca di riprendere solo bandiere rosse e «comunisti». «Che c'è scritto in quello striscione alle tue spalle?» domanda Fede. «Che vada via il governo Berlusconi». «Ma non era una manifestazione per la libertà di informazione?», replica il direttore.
Fede sciorina l'elenco della trasmissioni all'indice. «Infedele», «Annozero, la Dandini sono trasmissioni mortificanti per chi le mette in onda, Santoro si è vantato di esser stato visto da milioni di persone ma non si è chiesto cosa ne pensino». Fede dichiara di non aver avvertito Berlusconi della sua «controdiretta». «Del resto non sarebbe mai intervenuto con pressioni, non l'ha mai fatto».

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