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Pescara, 26/04/2026
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Data: 04/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«No alla filovia, comincia la lotta» In trecento alla manifestazione di Sorgentone per la strada parco

PESCARA. «La parola fine non è stata scritta. La strada parco deve essere salvata perché la filovia è uno spreco di soldi pubblici». Mario Sorgentone arringa la folla, invita «tutti alla mobilitazione» e prevede che «con la filovia Pescara sarà distrutta, vittima del traffico regolato dai semafori e orfana della strada parco delle famiglie». Anche Carlo Toto si ferma ad ascoltare.
La manifestazione di ieri organizzata dall'associazione Strada parco è il tentativo dei cittadini di difendere il nastro pedonale e ciclabile «dall'invasione della filovia» con i suoi 191 pali per l'elettrificazione del tracciato, i 15 semafori e gli accessi carrai bloccati. Quando il presidente dell'associazione Mario Sorgentone comincia a parlare, passa anche il patron di Air One Carlo Toto: ferma la sua bici con forcella idraulica, ascolta un minuto e se ne va. Sorgentone continua a parlare. Di fronte a lui, tra passanti e iscritti, ci sono trecento persone: «La parola fine non è stata scritta. Di mezzo, ci sono due consigli comunali», dice, «il primo per analizzare il progetto esecutivo della filovia, il secondo per discutere la proposta lanciata dall'associazione Strada parco suffragata da 1.200 firme depositate davanti al notaio Erminia Amicarelli».
La proposta prevede di spostare la filovia dalla strada parco all'asse via Vestina (Montesilvano), via Caravaggio, ponte Camuzzi, via Tiburtina. Se il vicesindaco Berardino Fiorilli afferma che, in consiglio, il progetto «non sarà stravolto», Sorgentone risponde così: «Se ci fosse una mobilitazione determinata, sentita, generale, sarebbe possibile approfondire la proposta popolare. È necessario», prosegue Sorgentone, «mettere da parte le bandiere della politica per trovare una soluzione alternativa salvando la strada parco e rendendo appetibile la filovia perché, per come è stata progettata, non produrrà benefici, non determinerà il calo del traffico, distruggerà il percorso ciclo-pedonale eletto dalla gente come centro di aggregazione».
Il popolo della strada parco si scaglia contro la filovia: «Volete i semafori? E il traffico impazzirà. I sottopassi? Una scelta impraticabile a Pescara a causa della falda superficiale». Sulla bici con il megafono parco c'è il manifesto che invita alla mobilitazione: «Difendiamo la strada parco delle famiglie».

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