ROMA. «Per mettere in sicurezza le aree più dissestate del nostro paese servono 25 miliardi di euro». Mentre a Messina si scava ancora alla ricerca dei dispersi, è il capo della Protezione civile Guido Bertolaso a presentare il conto di quanto servirebbe per intervenire contro il rischio idrogeologico che affligge l'Italia.
Ringraziando il presidente Napolitano per avere condiviso il suo atto d'accusa contro l'abusivismo edilizio e il menefreghismo della autorità, Bertolaso ieri ha rincarato la dose. «Ribadisco che c'è stata poca attenzione nel trattare il territorio. Ai sindaci e agli amministratori dico: meno fiere e propaganda e più fondi per la sicurezza», ha dichiarato il sottosegretario durante il briefing tenuto in tarda mattinata alla Prefettura di Messina.
Grande assente il premier Silvio Berlusconi che era atteso sui luoghi della tragedia, ma che ha preferito rinviare - hanno fatto sapere fonti di palazzo Chigi - «per non intralciare» le già difficili operazioni di soccorso. Il Cavaliere scenderà probabilmente quest'oggi per sorvolare le aree colpite. E oggi arriverà anche il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, tornato ieri a difendere a spada tratta il progetto del ponte sullo Stretto.
Già apparsa, invece, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, intenta a spiegare che per la difesa del suolo il ministero ha avuto quest'anno un budget di appena 50 milioni di euro; e che al resto devono pensare le regioni.
Ma è proprio sul governo che da un lato ha tagliato i fondi per la tutela dell'ambiente e dall'altra ha varato condoni, sanatorie e dissennati piani casa che si accentrano adesso le polemiche. «La maggioranza di centrodestra che governa la Sicilia si appresta a varare un piano che consente, tra l'altro di aumentare fino al 90 per cento la cubatura delle case, anche di quelle nate abusive e dunque in molti casi realizzate in zone di pericolo», accusa Roberto Della Seta, capogruppo del Pd in commissione Ambiente.
Perché se nessuno ferma lo scempio, lo scempio continua. «Continua anche queste ore», denuncia Anna Giordano esponente di punta del Wwf di Messina, tirando fuori dal cassetto i 13 piani particolareggiati che il Comune intende mettere in pratica: un lotto di 500 ville nel dissestato territorio di Faro Superiore, una discarica a villaggio Pace, sopra la fiumara, centri commerciali. «La procura di Messina ha archiviato due delle quattro denunce sulle lottizzazioni pericolose che abbiamo presentato nell'ultimo anno. E adesso aprono un'inchiesta sui crolli...» allarga le braccia Anna Giordano.
Di speculazione edilizia, invece, non vuole sentir parlare il sindaco di Scaletta Zanclea. «Basta con questa storia. A Bertolaso e al sindaco di Messina voglio dire che a Scaletta sono crollate case del centro storico perfettamente a norma. La verità è che i soldi stanziati dopo il nubifragio del 2007 per consolidare il territorio non ci sono mai arrivati», replica Mario Briguglio, ricordando la somma richiesta: 20 milioni di euro. «Me ne hanno assegnati 500mila, ma dopo l'approvazione dei progetti esecutivi tutto si è fermato. Non è mai stata fatta una gara perché si sono accorti che i soldi non c'erano più».